“L’argomento scelto per questa due giorni ecumenica è certamente il più inattuale -tanto che anche nella predicazione ordinaria delle Chiese cristiane è raramente affrontato- ma, nella sua inattualità resta comunque un argomento decisivo”. Con queste parole del prof. Luigi Berzano, ordinario di sociologia all’Università di Torino, si è aperta l’iniziativa ecumenica sul tema de “L’aldilà. L’annuncio della novità cristiana: una sfida per le nostre chiese”, che si è svolta a Garbaoli, sabato 13 e domenica 14 luglio.

Molto profonde e molto convincenti le relazioni che hanno costituito, per così dire, l’intelaiatura della Due giorni. Esse erano state affidate, com’è consuetudine per questa iniziativa, che continua da ormai più di quindici anni, ad esperti di fama nazionale come sono il sociologo prof. Luigi Berzano, il pastore, teologo e storico del cristianesimo prof. Paolo Ricca, ordinario di Storia della Chiesa nella Facoltà valdese di teologia di Roma e il teologo prof. Brunetto Salvarani, della Facoltà teologica dell’Emilia Romagna di Bologna.
Numerosi i partecipanti cattolici e metodisti. Molto gradita e confortante la lunga presenza del nostro vescovo, mons. LuigiTestore, nella giornata di sabato e della pastora metodista di San Marzano Oliveto, Lucilla Peyrot, accompagnata dalla Presidente del Consiglio di Chiesa, Olga Terzano.

Di seguito gli interventi registrati durante la due giorni ecumenica

  • “Come le nostre Chiese possono annunciare e testimoniare la fede nella Resurrezione oggi”. Conversazione a due voci dei prof. Paolo Ricca e Brunetto Salvarani

LE FOTO DEL PELLEGRINAGGIO 

…. (di Flavio Gotta)

Sabato 30 giugno una fresca e ristoratrice giornata ha rigenerato sotto tutti i punti di vista i partecipanti al pellegrinaggio diocesano che quest’anno aveva come meta il Santuario di Graglia. Circa 200 pellegrini da diverse parti della Diocesi, con il Vescovo Mons. Testore, i parroci di Roccaverano don Nino, di Cassinelle don Deogratias, di Terzo don Pavin, tutti coordinati dall’infaticabile coppia deus ex machina dell’iniziativa, Domenico Borgatta e Annamaria Dominici di Terzo che con l’aiuto del Geom. Bertero e dei validi collaboratori in tutte le realtà della Diocesi, con fedeltà e dedizione coinvolgono fratelli e sorelle per offrire ogni anno la possibilità di camminare insieme.

In cammino con il Vescovo, la Chiesa pietra e novità

La concomitanza con la solennità di Pietro e Paolo ha dato modo al Vescovo di ricordare come la Chiesa da un lato ha bisogno di fondamenta solide, di fondare sulla Pietra il proprio ministero e dall’altro ci sia bisogno di novità, coraggio, visione di futuro come ha avuto Paolo nei confronti dei pagani. Così aiutarci reciprocamente a vedere il cammino che ci attende, le strade che si aprono in un tempo che è un impegnativo cambiamento d’epoca.

Tra il dire e il fare, tra il desiderio e la realtà

Il Presidente diocesano dell’AC, prendendo spunto dalla storia del Santuario di Graglia raccontata dal rettore don Zampa, ha sottolineato come tutti siamo portati a desiderare il massimo per i nostri cari, per le nostre comunità e sogniamo come ha fatto il fondatore del Santuario, don Nicolao Velotti, di costruire 100 cappelle, fare un Sacro Monte e realizzare sulla punta della montagna la cappella della redenzione.

Ma poi le vicende concrete ci costringono a ridimensionare i sogni facendo nostra la realtà. Tutti vorremmo vivere già da redenti ma poi la vita è più complicata.

La realtà è superiore all’idea

Questo non vuol dire rassegnarci o sentirci delusi ma fare quel che è nelle nostre possibilità, e non è poco. Nel caso di don Velotti è stato l’inizio per poi consegnarci un Santuario, anche per noi sarà trovare il modo di manifestare la nostra fede con l’aiuto di Maria, e così anche le nostre comunità possono diventare luoghi in cui si respira la fede, dove i pellegrini del mondo possono trovare ristoro.

La vocazione dell’AC

L’Azione Cattolica vuole in fondo essere questo, non è capace di realizzare costruzioni in muratura ma la sua vocazione è costruire relazioni, essere gruppo che si aiuta a coltivare la fede, il senso di Chiesa, il cammino nella storia degli uomini e così aiuta la Chiesa a rispondere alla sua vocazione.

Agape fraterna

I pellegrini hanno proseguito con l’agape fraterna, chi nel ristorante chi nel giardino del Santuario, a seconda della preferenza, in libertà ma con l’obiettivo di parlarsi, di stare insieme, di sentirsi Chiesa Diocesana.

La Peregrinatio Mariae

La processione del pomeriggio in compagnia dell’icona della Vergine Maria, icona che l’Azione cattolica ha portato in pellegrinaggio per tutt’Italia e che nella regione conciliare del Piemonte ha visto la conclusione del suo viaggio proprio con Acqui, preparata dall’Assistente diocesano don Pavin, a seguire i vespri guidati dal nostro Vescovo che hanno completato la giornata di preghiera e comunione, senza intrattenimenti extra ma godendosi fino in fondo una giornata fondata sulla Parola, sulla riconciliazione, sulla fraternità.

Fraternità e beatitudine

Al termine i partecipanti possono dire di aver sperimentato quanto serve per essere beati, per stare in pace con se stessi, l’essenziale della natura in compagnia dei fratelli e del Signore, respirando quel dono che non ha prezzo: la Pace del Risorto che entrando nei nostri cenacoli ci dice “Pace a Voi”.

Così avremo la forza di uscire per le strade e dare fiato alla nostra missione: essere seguaci di Cristo in mezzo alla gente.

Appuntamento al prossimo anno

Vi aspettiamo il prossimo anno non per essere più numerosi (anche se fa sempre piacere), ma per condividere il dono che non vogliamo tenere solo per noi, che desideriamo sia di tutti i fratelli e le sorelle che ci circondano.

Grazie

a chi c’è stato, grazie a chi ci ha pensato e ha pregato per la buona riuscita, grazie a chi vorrà esserci anche la prossima volta. Buona estate.

La tradizionale Veglia organizzata dal Settore Giovani di Azione Cattolica con le altre organizzazioni laicali della Pastorale Giovanile Diocesana ha visto una nutrita partecipazione del Popolo di Dio che tra canti e segni ha compiuto un percorso dalla comunità dei primi cristiani ai nostri giorni.

Dopo l’introduzione del Responsabile Giovani di AC, Pietro Pastorino, Il primo passo è stato ricordare la Pentecoste, momento in cui i discepoli escono dal cenacolo e aprono le porte della comunità verso il mondo. Gli scout oltre a portare il fuoco vero con il braciere sul sagrato, hanno sottolineato come aprendo le porte da un lato siamo Chiesa in uscita dall’altro diventiamo disponibili a far entrare le persone che sono fuori, non chiudendo i porti illudendoci di difendere uno spazio riservato agli eletti.

Secondo passo l’Oftal ha focalizzato l’attenzione sul monachesimo, quella particolare forma di vocazione che in molti momenti difficili della Chiesa ha offerto una particolare custodia del cammino di fede. E’ intervenuto il monaco Giovanni Maria della Piccola Famiglia di Betlemme che a Ponzone vive e compie la sua missione, raccontando la loro esperienza.

Terzo passo la Comunità Shalom che ha raccontato della svolta di San Francesco d’Assisi, una rivoluzione pacifica che commuove e riflettere perché inizia dalla scelta di abbracciare sorella povertà, trasformando la condizione di privilegio sociale in una nuova opportunità di incontro, donando se stessi, più che le proprie sostanze, agli ultimi. Il Movimento per la Vita ha quindi proposto di devolvere le offerte a una madre della nostra città con quattro figli di cui due gravemente ammalati. La mamma è sola e servono risorse anche per le cure. Sono stati raccolti 502,20€, segno di come la comunità diocesana voglia vivere la fraternità con chi è nel bisogno, figli di un unico Padre.

Quarto passo il cammino Ecumenico, frutto della svolta che il Concilio Vaticano II ha donato alla Chiesa dopo secoli di lotte fratricide, quella strada che risponde alla preghiera di Gesù “21perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato”. L’Azione Cattolica ha portato all’altare farina, acqua e lievito, tre sostanze distinte che impastate da mani amorevoli si trasfigurano in una nuova realtà. Vivere l’unità nelle differenze, l’essere una cosa sola rispettando la diversità, come nel mistero della Trinità, è la strada dell’Ecumenismo.

Ha chiuso il nostro Vescovo, Mons. Testore, che riguardo al tempo attuale della Chiesa ha invitato a guardare con coraggio e speranza la nostra realtà, a non chiudersi in recinti che cercano un passato che non può tornare ma esercitarci ad essere creativi, a intravedere le strade oggi percorribili affinché la Buona Novella possa continuare a rinnovare la vita degli uomini e delle donne, dei ragazzi e degli anziani. E’ un tempo dove le persone per paura tendono a chiudersi: la comunità cristiana ha la possibilità di essere ancora una volta lievito che porta speranza perché vive con cuore aperto e non oppresso, anche il nostro tempo.

Ma il primo passo è essere comunità nel Suo nome, proprio quello che abbiamo vissuto durante la Veglia. Grazie a tutti

F.G. per l’AC

 

 

 

La tradizionale Veglia a Cristo Redentore sarà preceduta da un incontro per i giovani (articolo del 4 Giugno 2019)

Come consuetudine il giorno prima di Pentecoste il Settore Giovani di Azione Cattolica e tutta la Pastorale Giovanile Diocesana offrono al Popolo di Dio la tradizionale Veglia. Si svolgerà ad Acqui, nella parrocchia di Cristo Redentore, e quest’anno si è voluto unire un momento di formazione biblica dedicato ai giovani della Diocesi per entrare sempre più in confidenza con il Signore. Per i cristiani Dio si rivela compiutamente nella Parola e, come diceva San Girolamo, “ignoranza delle Scritture significa ignorare Cristo”; su indicazione anche del Vescovo si è convintamente ripartiti dal conoscere la Bibbia (a novembre c’è stato un primo incontro sempre per i giovani) per far sì che tutta la nostra vita, umana e pastorale, poggi su valide fondamenta.

La tradizionale formula della Veglia di Pentecoste sarà così arricchita con il seguente programma interamente svolto presso i locali della chiesa di Cristo Redentore:

– dalle 16,30 pomeriggio di formazione biblica per giovani affidata al prof. Marco Forin (non bisogna pensare a una lezione dalla cattedra ma a un’attività dinamica, in cui si sperimenterà come maneggiare, rappresentare, lasciarsi interrogare da quanto si legge)

– alle 19 momento di convivialità offerto dalla Diocesi e prove dei canti

– alle 21 Veglia di preghiera a cui è invitato tutto il Popolo di Dio della Diocesi di Acqui, guidato da Mons. Testore, animato dalle associazioni/movimenti laicali.

Il titolo della Veglia sarà “Camminando si apre il cammino” e riprendendo il tema della lettera pastorale 2018-19 toccherà quattro tappe della storia della Chiesa (Pentecoste, monachesimo, rivoluzione francescana, il cammino ecumenico) per arrivare a pregare per i giorni nostri: che lo Spirito faccia scendere nei nostri cuori un fuoco ardente capace di portarci fuori dalle nostre aridità ed essere realmente Chiesa in uscita (non chiusa nel cenacolo).

Il Settore Giovani dell’Azione Cattolica, che ha coordinato la preparazione, ringrazia per la collaborazione gli scout di Acqui e Ovada, l’Oftal, la Comunità Shalom, il CSI, il Movimento per la Vita, la comunità Papa Giovanni XXIII, il gruppo del Santo Spirito di Acqui… insomma l’intera Pastorale Giovanile che camminando cerca di aprire il cammino a partire dai giovani.

Vi aspettiamo

Il Settore Giovani dell’AC 

L’Azione Cattolica promuove in tutt’Italia incontri, approfondimenti, sulla rete ha creato un apposito sito www.iovoto.eu, sui social è presente così come in libreria per offrire tutte le informazioni necessarie ad esprimere un voto consapevole.

Ci si confronta sulla visione di Europa

su quali priorità si intende perseguire, su quali forze positive mettere in gioco, ma certo è che come Azione Cattolica non condividiamo chi mette in discussione l’idea di “PAESE COMUNE”, è qualcosa che fa a pugni con la speranza cristiana di un luogo dove tutti gli uomini possono vivere da fratelli. L’idea di tornare a dividerci per interessi particolari significa arrendersi al perseguire il BENE COMUNE, significa ammettere una sconfitta a cui non vogliamo rassegnarci. Ci allontanerebbe dalla Pace per rinfocolare conflitti utili solo a chi cavalca la violenza e l’economia della divisione”. Votare alle Europee significa dire che Europa vogliamo, non certamente “se” la vogliamo.

Per comprendere quali opzioni sono in gioco abbiamo organizzato due incontri anche in Diocesi di Acqui

Canelli, venerdì 17 Maggio ore 21 al Salone della Cassa di Risparmio di Asti

<—————–<———–

Acqui Terme, domenica 19 Maggio, ore 21 nel Salone San Guido in Piazza Duomo

——————>———–>

A chi ha vissuto l’esperienza associativa in Azione Cattolica e oggi si candida per il governo di qualunque realtà

dai piccoli Comuni alla Regione, all’Europa, va il nostro plauso per aver accettato di mettere a servizio della gente anche la formazione ricevuta vivendo le dinamiche di AC.

Per il bene comune

Questa si misura con la capacità di dialogare, di guardare i problemi ricercando IL BENE COMUNE, di organizzare, di tenere il contatto con la realtà, di attenzione agli ultimi e allo sviluppo sociale/spirituale dei territori.

La robustezza spirituale

Quando si parla di Spiritualità non si intendono solo le preghiere, come qualcuno pensa, ma la capacità di riflettere sulle domande fondamentali della vita. Saper discutere, dialogare autenticamente con le persone,  arrivare a confrontarsi con la coscienza profonda che abita l’uomo. Non abbiamo paura a dire che la ROBUSTEZZA SPIRITUALE è il motore che inevitabilmente diventa sviluppo economico, sociale, ambientale, non solo per qualcuno ma per tutti.

Visioni di futuro con Pace, Giustizia, Condivisione, Rispetto

Abbiamo bisogno di politici con VISIONI DI FUTURO dove innanzitutto si coltivi la convivenza e l’armonia. Per andare verso una reale prosperità fatta di PACE più che di vanità, di GIUSTIZIA più che di ricchezza per pochi, di CONDIVISIONE più che di speculazione che lascia alle future generazioni l’incertezza di una vita dignitosa e autodeterminata, di RISPETTO per tutti e non di sfruttamento scellerato delle persone e del Creato.

Non è facile

Non è facile governare con questi principi! Per questo non vogliamo lasciare sole le persone che si mettono a servizio della politica, né ora che sono in campagna elettorale, né dopo che saranno protagonisti del governo (in maggioranza o opposizione che sia). Nell’AC troverete sempre persone che vi ascoltano, che dialogano, che incoraggiano, che apprezzano chi dedica tempo e impegno per il bene comune.

La politica è la più alta forma di carità umana

È proprio vero quel che diceva San Paolo VI “La politica è la più alta forma di carità umana” con al centro il bene per tutti e non l’interesse personale di pochi. La politica non deve essere una lotta tra interessi, ma una sfida tra visioni di futuro, altrimenti politica non è!

La Presidenza Diocesana di Azione Cattolica