• 1° Marzo 2020: XVII Assemblea Diocesana «Ho un popolo numeroso in questa città»
  • LA VITA DI FEDE E LA MESSA DOMENICALE
  • RESPONSABILITÀ SINODALITÀ DEMOCRATICITÀ
  • L’ACR DOPO 50 ANNI
  • FESTA PACE ACR 9 febbraio 2020 A CANELLI
  • NATIVI DIGITALI… PER PROVARE A CAPIRE I NOSTRI RAGAZZI
  • IL SETTORE DIOCESANO ESSERE GIOVANI DI AC OGGI
  • CONVEGNO PACE GIOVANI IL 26 GENNAIO A OVADA
  • LA SANTITÀ NELLA PAROLA DI DIO
  • GIORNATA DELLA MEMORIA 2020
  • GIORNATA DEL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO
  • 18-25 GENNAIO: SETTIMANA DELLA PREGHIERA ECUMENICA
  • I RINNOVI NELLE ASSOCIAZIONI DI BASE
  • A SERVIZIO DELLA COMUNITÀ

Nel corso del 2019, il cammino comune tra ebrei e cristiani si è arricchito.

E’ stato costituito un gruppo di lavoro presso la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) dove esponenti della nostra Chiesa e del mondo ebraico italiano hanno ragionato insieme su due temi importanti:

  1. come aiutare a far crescere la nostra reciproca conoscenza;
  2. come comunicare meglio nei libri scolastici, ad esempio quelli utilizzati dagli insegnanti di religione cattolica, la realtà dell’ebraismo e il suo valore per la nostra vita cristiana.

In questa prospettiva, invito a frequentare il sito dell’ufficio CEI per l’ecumenismo e il dialogo dove saranno pubblicate schede esplicative dell’ebraismo in prospettiva cristiana.

In quest’ambito, mi permetto di suggerire, sul piano diocesano, la partecipazione all’iniziativa che si terrà ad Acqui (in Palazzo Robellini, Piazza Levi, di fronte al Palazzo comunale), alle ore 17 di giovedì 16 gennaio: data scelta quest’anno dalla CEI e dal Rabbinato italiano per la celebrazione della giornata del dialogo Ebraico cristiano.

In essa, attraverso la presentazione da parte della psicoanalista ebrea Stella Bolaffi Benuzzi del suo libro: “Ridammi vita. Dai Salmi di Davide ad una visione etica contemporanea”, potremo conoscere molti aspetti preziosi delle fede e della cultura ebraica che fondano la nostra fede cristiana adulta.

Inoltre, congruo spazio sarà dato alla lettura ed alla meditazione di alcuni passi dell’affascinante libro biblico del Cantico dei cantici.

Meco Borgatta

Nonostante il nuovo anno ci veda impegnati con diverse e molteplici iniziative associative, sia a livello diocesano sia a livello regionale, il Settore Giovani ha deciso di proporre anche per il nuovo anno il Convegno Pace Giovani. Quest’anno il Convegno avrà luogo ad Ovada, presso il salone del Centro San Paolo, il 26 Gennaio, data scelta non a caso: il tema su cui il Settore Giovani ha deciso di riflettere è quello de “La vita è una favola”, ispirandosi al celebre film di Roberto Benigni sull’Olocausto “La vita è bella”. A guidare l’incontro durante il mattino sarà l’assistente diocesano per l’ACR don Claudio Montanaro; dopo la Messa e il pranzo, durante il pomeriggio l’attività “pratica” sarà guidata da Pietro Carosio (Ovada).

Maggiori informazioni si trovano nel volantino.

Un’altra iniziativa del Settore Giovani diocesano, ormai da un anno, è il Gruppo Itinerante: questo gruppo, lo dice il nome, si sposta da una zona all’altra della diocesi coinvolgendo i giovani (dai 18 anni in su), non solo della parrocchia in cui è ospite, bensì tutti i giovani della diocesi che vogliano partecipare. Il Gruppo è guidato nella sua attuazione da Erika Giacobbe (Acqui), Elisa Mighetti (Acqui) e Francesco Munì (Nizza) e da un ospite diverso per ogni serata. I prossimi appuntamenti del Gruppo sono ad Incisa, il 28 febbraio e a Sezzadio, il 17 aprile.

Vi aspettiamo numerosi!!!

Il settore GIOVANI

Ogni anno alla festa Pace ACR, gli adulti dedicano uno spazio per formarsi su aspetti educativi, su quelle capacità che come genitori dobbiamo mettere in atto per aiutare la crescita dei nostri figli.

Pc, smartphone, Iphone, tablet, PlayStation, Xbox, Smart TV…. una galassia di possibilità che noi, gli adulti, rischiamo di subire, anche noi inebriati dalle possibilità che questi strumenti offrono. Li compriamo, li usiamo, li demonizziamo, ma una cosa è certa: abbiamo vissuto anche il tempo in cui questi potenti oggetti/strumenti non esistevano. Quindi siamo ancora in grado di riconoscere e gestire un modo diverso di vivere. I nostri ragazzi no, sono nati e… già tutto questo esisteva.

Questa è una realtà di cui va tenuto conto, è una distanza, una differenza che determina tante incomprensioni generazionali: così come è accaduto a noi figli della TV e delle lavatrici, che non sapevamo cosa volesse dire viverne senza, o che significato avesse trovarsi al bar come luogo di intrattenimento per passare le serate, nemmeno sapevamo cosa volesse dire trovarsi al fiume per lavare i panni o perché fosse necessario aiutarsi in attività che da soli non si potevano fare. Lo stesso è accaduto ai nostri genitori, che non avevano conosciuto la guerra e la fame, per cui tante cose le intuivano, le hanno sentite molte volte raccontare, ma viverle è tutta un’altra cosa.

Oggi è scontato “abitare” relazioni, conoscersi e scambiarsi idee con mezzi digitali, diminuendo di molto l’interazione umana, fisica, quella che ti fa respirare l’odore di chi ti sta di fronte, che ti fa capire quanto ciò che gli dici lo irrita o lo coinvolge. Quindi? Cosa ci porta questo nuovo modo di comunicare? Quali caratteristiche esalta e quali annichilisce?

Prima ancora di un giudizio di valore che divide tra “apocalittici e integrati”, c’è un capire cosa succede per attraversare questo nostro tempo.

Ci aiuterà il dott. Emanuele Rapetti, pedagogista che fa continuamente ricerca su questo tema, che indaga quali conseguenze i nuovi media portano ai nostri ragazzi. Ci fornirà strumenti per comprendere cosa succede e come possiamo interagire con loro, i nostri figli immersi nel digitale J.