A servizio del cammino sinodale, in accordo con il Consiglio Pastorale Diocesano qui vengono inseriti gli strumenti diocesani per la formazione e per l’attuazione delle iniziative.

Si ricorda a chiunque voglia attivare dei gruppi per dare un contributo al SINODO di leggere il documento preparatorio e ascoltare l’intervento di Padre Giacomo Costa quale formazione di base per avere un approccio condiviso al cammino.

Si rimanda al sito ufficiale del Sinodo www.synod.va per ulteriori materiali e al sito camminosinodale.chiesacattolica.it

BUON CAMMINO!

Venerdì 28 gennaio incontro online per catechisti, formatori, animatori di gruppi in parrocchia ore 21 

Per la formazione

Per essere operativi in Diocesi

DOCUMENTO PREPARATORIO

1-Lettera di avvio con spiegazioni sul Sinodo Diocesano

2- Referenti del Consiglio Pastorale Diocesano per il Sinodo

Riflessione di Padre Giacomo Costa su
come vivere l’
ASCOLTO SINODALE

 

2-Scheda Istruzioni per gestire un incontro sinodale

Schede Nazionali per avere spunti per gli incontri

  1. per le Parrocchie
  2. per gli Organismi di partecipazione
    1. per gli Uffici Diocesani
  3. per gli Ambienti di vita
  4. per l’ascolto di Tutti

 

3-Report per compilare la sintesi degli incontri (pdf)

4-Report per compilare la sintesi degli incontri (docx)

5Schema di preghiera iniziale nei gruppi (pdf)
6Preghiera universale per le celebrazioni (pdf)
Lettera del Consiglio Permanente della CEI ai Presbiteri, Diaconi, Consacrate e Consacrati e a tutti gli Operatori Pastorali (29/09/2021)

 

Lettera del Consiglio Permanente della CEI alle donne e agli uomini di buona volontà (29/09/2021)

 

Di seguito le iniziative in occasione della Giornata della Memoria

Incontro del 27 Gennaio: TRA MEMORIA E FUTURO

a cui si può partecipare tramite Zoom https://us02web.zoom.us/j/83938228375?pwd=UEN0UjZVVjVFemRwcHk4a3U2ODI4Zz09
ID riunione: 839 3822 8375  – Passcode: 262713

Oppure in streaming: https://streaming.comune.acquiterme.al.it/

 

Appuntamento del 20 Gennaio: L’OPPOSIZIONE AL NAZISMO

Sophie Scholl, la ragazza che sfidò il nazismo

Una storia di crescita, amore per la vita, coraggio e ribellione

per partecipare online

https://us02web.zoom.us/j/88494603552?pwd=KzVNa005b21xY204akN2cDdBL3RwQT09

ID riunione: 884 9460 3552 – Passcode: 583903)

 

Si terrà alle ore 18.30 di venerdì  21 gennaio, nella Cattedrale di Acqui, la ormai tradizionale Celebrazione ecumenica per l’unità dei cristiani. Essa sarà guidata dal vescovo di Acqui, Luigi Testore, dal pastore della Chiesa metodista di San Marzano Oliveto, Gregorio Pescan e dal parroco della Parrocchia ortodossa rumena della provincia di Alessandria, Vasile Ciscan.

Il testo della preghiera che si svolgerà nella nostra cattedrale venerdì 21 è stato preparato dal Consiglio delle chiese del Medio Oriente con sede a Beirut, composto da rappresentanti cattolici, protestanti ed ortodossi.

La scelta di questi cristiani che vivono in un Paese povero, provato da una grave crisi economica e politica (oltre che, ovviamente, dalla pandemia) è caduta sul tema: “In oriente abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti qui per onorarlo” (Vangelo di Matteo 2, 2).

Come si vede, si tratta di una scelta che vuole prolungare la preghiera sui temi che i cristiani delle diverse confessioni hanno meditato poco fa nel tempo di Natale. Inoltre questa scelta è particolarmente legata al tempo che, ormai da due anni, stiamo vivendo. E mai come in questi tempi difficili di pandemia sentiamo il bisogno di una luce che vinca le tenebre, e quella luce che stiamo cercando  è stata manifestata in Gesù Cristo (per tutti cristiani ortodossi, protestanti e cattolici).

Di fronte all’attuale crisi sanitaria internazionale, in una regione del mondo in

cui i diritti umani sono sistematicamente calpestati da ingiusti interessi politici ed economici, e che patisce le conseguenze, sul piano umano e materiale, della terribile esplosione che ha devastato Beirut il 4 agosto del 2020, il Gruppo ecumenico locale sta vivendo un momento molto difficile  del suo cammino ma ha voluto moltiplicare gli sforzi per presentare comunque il frutto del suo lavoro affinché una maggiore unità tra i cristiani nel mondo possa contribuire a una vita più dignitosa, giusta e pacifica per tutti gli uomini e le donne del nostro tempo e dei tempi a venire.

La partecipazione a questa iniziativa ecumenica a cui tutti siamo invitati ha quindi un valore molto significativo, soprattutto per noi cattolici, in questo tempo in cui siamo chiamati a percorrere nella nostra diocesi un “cammino sinodale”, cercando di ascoltare tutti per fare della Chiesa della diocesi di Acqui un luogo in cui la luce di Cristo illumini il  nostro cammino e offra nuova speranza anche in questi tempi difficili.

Domenico Borgatta

Lunedì prossimo 17 gennaio, alle ore 21, per iniziativa della Commissione per l’ecumenismo ed il dialogo con le religioni e dell’Azione cattolica della diocesi di Acqui, si celebrerà la  la 33ª Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei.
I tempi di pandemia hanno, purtroppo, imposto lo svolgimento di questa iniziativa con la sola forma a distanza a cui tutti, però, possono partecipare collegandosi alla piattaforma Zoom (https://us02web.zoom.us/j/83895434945?pwd=VDlSQnBjemdwSFhaVTdSaENKU1JSUT09)

Essa sarà guidata dal nostro Vescovo, mons. Luigi Testore e dal rabbino capo della Comunità ebraica di Genova, dott. Giuseppe Momigliano, a cui sarà affidato il compito di commentare la parola di Dio al centro dell’iniziativa; un’iniziativa che si articolerà in momenti di preghiera e di riflessione.

Il testo biblico scelto per la celebrazione sono i versetti da 1 a 23 del capitolo 29 del libro del profeta Geremia, particolarmente in sintonia con il tempo complesso di pandemia che stiamo attraversando.  In questo passo, infatti, il profeta interpreta l’esilio il popolo ebraico sta vivendo a Babilonia come se si trattasse di un “nuovo esodo”: Israele si trova in mezzo ai pagani, ben distante dalla “terra della promessa”: in questa situazione la comunità in esilio aveva una duplice tentazione: perdere ogni speranza e costruire una comunità chiusa, distaccata e ripiegata su se stessa.

Analogamente noi, nella pandemia, come credenti, viviamo le stesse tentazioni: perdere la speranza e chiuderci in comunità sempre più chiuse in se stesse. Le parole del profeta Geremia invitano, invece, a “stare positivamente dentro la realtà”, a mettere radici e a starci in modo costruttivo. Ci invitano, anche come comunità di fede, ad uscire dal rischio della “depressione” e della chiusura difensiva per essere capaci di lavorare per la costruzione della società e generare nuova speranza.

Come cristiani e come ebrei possiamo aiutarci ad affrontare tale sfida, perché la Promessa di Dio resta costante nella storia. Il Signore lavora per “rigenerare”, per “far ricominciare”.
Egli è fedele e non abbandona il suo popolo. Ogni crisi (anche quella generata dalla pandemia!) è una buona occasione, un tempo favorevole da “non sprecare”: per essere seminatori di speranza.

La celebrazione di questa Giornata è, infine, una significativa opportunità per sottolineare il vincolo particolare che lega Chiesa e Israele e per guardare alle comunità ebraiche attuali con la certezza (come dice papa Francesco) che “Dio continua ad operare nel popolo dell’Antica Alleanza e fa nascere tesori di saggezza che scaturiscono dal suo incontro con la Parola divina”.

Domenico Borgatta