Di seguito si possono scaricare i numeri del servizio di documentazione “Costruire la città” curato dalla DELEGAZIONE REGIONALE DELL’AZIONE CATTOLICA PIEMONTE-VALLE D’AOSTA – GRUPPO FEDE/POLITICA

  1. 1 – Per un discernimento cristiano nella realtà sociale e politica (gennaio 2019)
  2. 2- La buona politica è al servizio della pace (gennaio 2019)
  3. 3- Il rapporto con la “diversità” (gennaio-febbraio 2019)
  4. 4- La solidarietà, sfida per la coscienza e per la politica (marzo 2019)

Come ogni anno l’AC Diocesana collabora con l’Ufficio Catechistico per offrire dei sussidi utili al cammino Quaresimale e di Avvento.

Quest’anno la proposta è con tre contributi diversi, per tutti i gusti. Il primo dell’Ufficio Catechistico Diocesano, il secondo un percorso di incontri tra adulti legato alle letture della domenica preparato dal prof. Domenico Borgatta (Cliccando sul vangelo si scarica lo schema di incontro completo), la terza una breve riflessione settimanale del prof. Marco Forin

1^ Domenica di Quaresima 2^ Domenica di Quaresima 3^ Domenica di Quaresima 4^ Domenica di Quaresima 5^ Domenica di Quaresima
Ufficio Catechistico 1^ Tappa 2^ Tappa 3^ Tappa 4^ Tappa 5^ Tappa
Prof. Domenico Borgatta Luca 4,1-13 Lc 9,28b-36 Lc 13, 1-9 Lc 15,1-3.11-32 Gv 8, 1-11
Prof. Marco Forin 10 Marzo 17 Marzo 24 Marzo 31 Marzo 7 Aprile

 

E per finire una meditazione consigliata dal nostro responsabile adulti La Quaresima non passi inosservata (P.Sequeri)

In seguito alla lettura degli atti di vandalismo in Corso Roma riportati da La Stampa di domenica 17 febbraio 
Considerazioni ad alta voce dei presidenti di Azione Cattolica della Diocesi di Alessandria e Acqui

Il cartellone si fa insieme

Solidarietà alle vittime degli atti di vandalismo

Se ci mettiamo nei panni di chi vede distrutto il proprio lavoro così, per violenza gratuita, non può che nascere un sentimento di profonda rabbia. Per questo vogliamo esprimere sincera solidarietà a chi è vittima diretta di queste azioni. Se ci immedesimiamo nel senso di impotenza, se ci facciamo partecipi della frustrazione non possiamo che provare a fare quadrato per non lasciarli soli a sé stessi.

Non è solo un problema di sicurezza

Però non ci sembra sia solo un problema di sicurezza: nell’immediato più vigili possono tamponare la situazione, ma il problema è educativo, è di come pensiamo alla convivenza tra le persone. Se pensiamo di cambiare le cose utilizzando gli stessi strumenti che generano i problemi crediamo non si vada molto lontano. È come il genitore che dice al figlio “Non devi essere violento” e per farglielo capire gli tira due ceffoni.

La “legge del più forte” trasforma le relazioni in campi di battaglia

Crediamo si debba educare a entrare nei panni degli altri anche se contrasta con la mentalità diffusa che lo ritiene un atteggiamento da deboli.

Oggi si enfatizza la legge del più forte, si ragiona in termini di “vincere o perdere”, sgomitare sul posto di lavoro, estrema competizione tra gli Stati, le aziende, in politica, a scuola, nello sport, tra vicini… e così tutti sono nemici, per difenderci mettiamo i buttafuori perché non vogliamo essere invasi, cerchiamo di impedire la libera circolazione dei ragazzi come degli adulti, rischiando di rimanere imprigionati nelle nostre stesse aree delimitate.

Il risultato però è sempre una prova di forza tra chi si difende e chi vuole entrare; prolificano i bulli, i vandali, gli oppressori: se continuiamo a coltivare la cultura che “il più forte comanda a suon di ronde, decreti e bastonate” prima o poi un gruppo più organizzato e armato di noi entrerà laddove noi pensavamo fosse casa nostra, e il nostro negozio non sarà più un luogo di relazioni ma diventerà un campo di battaglia.

Scegliere spazi educativi di condivisione e responsabilità

Se i luoghi “educativi” dove gli adulti fanno crescere i giovani grondano di adrenalina competitiva dove ci si allena a trovare strategie di vittoria piuttosto che a camminare insieme, diventa purtroppo normale che gruppi di ragazzini ingenui si sentano forti e lancino sfide con la strafottenza di chi vuole sottomettere e provare l’ebbrezza del potere.

Per quanto a fronte di certe logiche possano essere considerati poco interessanti, siamo convinti che gli oratori, i gruppi di crescita umana e spirituale, le realtà di volontariato non solo ecclesiali, siano ancora un antidoto a episodi come quelli di corso Roma. Possono infatti offrire luoghi di formazione e confronto in cui, attraverso esperienze e testimonianze forti, educare al dialogo e all’integrazione, suscitare domande profonde e far maturare la consapevolezza delle proprie responsabilità. L’esperienza associativa che viviamo, pur con innegabili limiti e fatiche, ci sta dimostrando che non mancano ragazzi e giovani con un grande spirito di partecipazione, desiderosi di impegnarsi attivamente, di migliorare la realtà e coltivare progetti per il futuro, talvolta riscattandosi da scelte sbagliate o emergendo da contesti avvilenti.

Accogliere le fragilità per non “scoppiare” 

Auspichiamo che, mettendo in rete sul territorio diverse agenzie educative, si aprano nuove prospettive capaci di accogliere e trasformare anche tante fragilità dei nostri ragazzi. Perché davanti a sconfitte, porte chiuse, fallimenti dolorosi non si debba temere la loro reazione interiore e riescano ad essere più forti della rabbia che potrebbe mangiarli da dentro.

Elisabetta Taverna (presidente diocesana dell’Azione Cattolica di Alessandria) e Flavio Gotta (presidente diocesano dell’Azione Cattolica di Acqui)

Qui la pagina uscita su La Stampa il 21/02/2019 a seguito di questo comunicato 

Domenica 24 Febbraio, dalle 9 alle 16.30 circa, nel salone San Guido del Duomo di Acqui Terme, si terrà il consueto appuntamento del Convegno Pace. Organizzato e gestito dal Settore Giovani di Azione Cattolica è una delle tappe formative della pastorale giovanile diocesana. Ogni anno con questa iniziativa si radunano i giovani dai 15 ai 30 anni (ovviamente NON è vietato l’ingresso anche a “fuori età” interessati), provenienti dalle varie parrocchie del territorio per seguire conferenze ed interventi di esperti, svolgere attività e passare insieme una giornata tra credenti. Sull’esempio di Gesù di Nazareth si vuole investire in pace, legalità, rispetto dei deboli e convivenza civile.

Il titolo di quest’anno è “Haters nel Vangelo, buone notizie online”. Si parlerà dei problemi legati al cattivo uso dei social network, quali, appunto, gli haters (sobillatori di odio) e il cyberbullismo, ci si interrogherà su quali siano i modi migliori per vivere questo tempo innescando percorsi di Pace, anche in Internet. Come giovani sentiamo il bisogno di allontanarci dalle strade di diffamazione e conflittualità che pervadono la rete e vogliamo dotarci di strumenti adatti a gestire queste problematiche per vivere secondo il Vangelo nei tempi moderni, anche nella realtà digitale.

Il relatore del mattino sarà Emanuele Rapetti, presidente dell’AC di Acqui Terme e docente all’Università di Genova presso il Dipartimento di Scienze della Formazione primaria su tematiche che abbracciano proprio il mondo virtuale in cui abitano i famosi “Haters”. Al pomeriggio, dalle 14,30 sarà la volta di Nicola Santagostino (già presente al convegno dello scorso anno), responsabile del presidio di Tortona di Libera e esperto di antropologia dei giochi.

Alle ore 11 ci sarà la messa in Duomo presieduta dal Vescovo di Acqui, Monsignor Testore e alle 12.30 pranzo al sacco presso i locali della parrocchia del Duomo. Vi aspettiamo desiderosi di essere una rete che porta la gioia del Vangelo nel mondo.

Pietro Pastorino per il Settore Giovani Diocesano di AC

Bellissima la giornata di Pace, allegria, amicizia che i ragazzi dell’ACR hanno vissuto ad Ovada domenica 10 febbraio. Un grande grazie a tutti gli educatori, a tutte le associazioni territoriali e ai parroci che hanno creduto in questa occasione d’incontro. Grazie alle Madri Pie che ci hanno accolto con la solita disponibilità e assistenza, all’ACR di Ovada, alla comunità ovadese, a tutti i genitori, adulti, giovani e giovanissimi che hanno accompagnato i ragazzi da tutte le parti della Diocesi (oltre 240 persone da Acqui, Ovada, Canelli, Nizza, Monastero Bormida, Bubbio, Montaldo, Masone, Campo Ligure, Sezzadio, Alice Bel Colle, Melazzo, Cartosio…).

Anche gli adulti si sono fermati a riflettere sul bisogno di Pace che affonda le sue radici nell’educazione al rispetto dell’altro, a non voler prevaricare ma rispettare la diversità che ognuno di noi porta con sé.

Ora appuntamento per i giovani il 24 febbraio ad Acqui con il Convegno Pace

L’attività del mattino

I Piccolissimi in azione durante la Messa

I partecipanti (oltre 240) finita la Messa

Tutti a ballare e cantare

L’ACR band

Il pranzo al sacco insieme

I giochi nel pomeriggio

I giochi nel pomeriggio

L’incontro di formazione per gli adulti

…. ecco cosa scrivevamo prima dell’incontro…
Il 10 febbraio ci sarà la festa Pace per tutti i ragazzi della Diocesi a Ovada. Il tradizionale appuntamento quest’anno mette al centro dei processi di Pace la necessità di equilibrare i rapporti tra paesi poveri e paesi ricchi, tra chi possiede molto e i poveri, perché finché ci saranno persone a cui manca il necessario non si potrà avere la Pace, nel piccolo come nel grande, a scuola come nel proprio cuore.

I Ragazzi sono invitati a fare un percorso di avvicinamento per riflettere e prepararsi in modo da vivere a pieno la giornata del 10 Febbraio. Per questo motivo l’Equipe Diocesana ACR ha predisposto un supporto con attività proposte che, unitamente alle guide e al sussidio nazionale dà molti spunti adatti a tutti i ragazzi.

Sussidio diocesano per 4 incontri nei gruppi

Sussidio nazionale

Come gesto concreto quest’anno l’ACR nazionale sosterrà il progetto del FOCSIV “Abbiamo riso per una cosa seria” per promuovere l’agricoltura famigliare del riso, in collaborazione con Coldiretti al fine di aiutare le piccole realtà economiche a smarcarsi dalla povertà.

Grande novità anche un’attenzione ai piccolissimi

Inoltre al pomeriggio per i genitori ci sarà un incontro con la psicoterapeuta Ilaria Ambrosini sul senso di Rispetto che coltivano i ragazzi, che trasmette la società e che vissuto nella giusta prospettiva è alla base di una crescita armonica e “pacifica” (con se stessi e con gli altri).