Venite a riposarvi un po’ in disparte, dice Gesù ai discepoli, dice a noi oggi! Riposarsi… ma come si fa?
Ovunque ti giri c’è qualcuno che ti chiede di fare qualcosa, ogni giorno c’è una scadenza amministrativa, un dovere da compiere, qualcuno da aiutare. Il rischio di essere bulimici è in tutti i campi, dal sociale al divertimento, dall’accumulo di beni ai sensi di colpa in famiglia… E il Risorto che viene ci dice “Pace a Voi”, Lui che è Risorto, trasfigurato nella dimensione eterna e capace di vedere le cose in modo che nessun uomo può vedere, sa che ciò di cui abbiamo bisogno è la Pace. Questo è il dono più grande che possiamo ricevere e dare.
E allora il tempo di estate che sembra propizio per “staccare” da tutto, spesso diventa un ulteriore momento di tensione per organizzare le vacanze, oppure si finisce per percepire il resto dell’anno come qualcosa di triste e faticoso. Nasce una guerra tra il tempo del lavoro e quello dell’ozio, tra le vacanze e il tempo ordinario, tra l’attività e il riposo. Gesù ci invita a fare unità, a non essere divisi in noi stessi (la divisione è proprio la tipica azione che incarna il male).
Per questo andare all’ascolto di Gesù, camminare con Lui, è fare esperienza di unità nelle diversità. La Trinità è l’emblema di 3 persone diverse che riescono a essere un’unica cosa.
Ma cosa c’entra tutto ciò con l’invito “venite a riposarvi in disparte”? Quante volte abbiamo usato questa frase pensando a Garbaoli per stare un po’ in intimità con Lui! Ebbene, quest’anno l’augurio è che sia un’occasione per far crescere Pace e unità dentro di noi.
Credo che anche la scelta del tema guida, la povertà, sia un modo per gustare la Pace: avere troppe cose ci fa impazzire (dobbiamo seguire e gestire tutto), sentirci “ricchi” ci fa tenere le distanze con i “poveri”, ci fa denigrare quella condizione. Accettare la povertà (di fronte a Dio chi può dirsi ricco?) è strada per accettare ciò che siamo, ci dà modo di valorizzare i talenti che abbiamo (pochi o tanti che essi siano): anche quell’unico talento che ci è dato… vale la pena utilizzarlo, ciò che è peccato, non è averne pochi, ma sotterrarli.
Anche quell’unico talento ci dona la possibilità di realizzare la Vita bella che Dio ha preparato per ognuno di noi.
Così investire qualche giorno delle nostre vacanze per stare un po’ con Lui (a Garbaoli, a Spello: http://casasangirolamo.azionecattolica.it, a Bose: www.monasterodibose.it, al centro di spiritualità domestica Villa Santa Croce dei Gesuiti a San Mauro Torinese: https://centroignazianosantacroce.com, al monastero cistercense a Pra ‘d Mill: http://www.dominustecum.it, o nei cento altri luoghi di spiritualità che conosciamo), da educatori e da educati sulla stessa “povera” barca, è qualcosa di più di tutto ciò: è Gesù che ci vuole con sé per donarci la Pace vera, quella dei discepoli che hanno fatto esperienza del Risorto, e ci dice di portarla nel mondo, ma non come qualcosa che non ci appartiene, perché se veramente è parte di noi, noi non possiamo far altro che renderla presente nel mondo, nelle nostre famiglie, nella società, nelle parrocchie, ovunque siamo.
Buona Estate, buona Garbaoli a tutti.
Flavio Gotta