Cosa Dice l’AC – Mi prendo cura di te

COSA DICE L`AC ?

LE SCELTE DI FONDO CHE ISPIRANO IL NOSTRO ESSERE E FARE AC

Mi prendo cura di te” – Persona e gruppo, formazione e servizio

3.1.   LE PERSONE. 
La proposta associativa pone al centro l’attenzione per le persone concrete che abitano un territorio. Perché questa proposta sia viva occorre che i responsabili di AC  abbiano a cuore le domande di vita delle persone, uomini e donne, ragazzi giovani o anziani. Si tratta poi di riuscire a incontrarsi e dialogare con una lingua comprensibile, che “parli” delle fatiche e delle gioie delle persone e del loro rapporto con il futuro.

3.2.   IL LINGUAGGIO E LA PERSEVERANZA.
E’ compito dei responsabili tentare questa lettura della propria realtà locale e della cultura delle persone alle quali ci si rivolge. Questa capacità di dialogare con le persone aiuta anche a organizzare la proposta formativa dell’AC in modo che sia praticabile nel linguaggio, nei modi e tempi di incontro.  Questo ci sollecita a perseverare con pazienza in un tempo nel quale è facile lasciarsi andare alla confusione e alla delusione. Consapevoli di essere “servi inutili”, siamo chiamati a non smarrire il valore dell’impegno a servizio della comunità cristiana e civile.

3.3.   IL GRUPPO.
In particolare occorre considerare la proposta del gruppo, sia per ragazzi e giovani, sia per gli adulti, così da costruire percorsi continuativi di incontro, dialogo,  formazione e impegno. La presenza di gruppi associativi può permettere di ricostruire una rete associativa ed ecclesiale, di aiuto sia alla vita delle persone, sia alla vitalità delle chiesa.

3.4.  LA VITA SOCIALE, IL DISCERNIMENTO, LA MEMORIA.
La proposta associativa, proprio perchè mette al centro la formazione della coscienza, considera – a misura dell’età – il rapporto tra  i problemi della vita personale e familiare e quelli della vita sociale e politica.  La “formazione al sociale” e al senso del bene comune diventano parte essenziale dei cammini di formazione, per aiutare le persone e i gruppi a comprendere e ad adottare stili di vita coerenti. Per questo occorre proporre come criteri di discernimento delle situazioni e delle scelte alcuni valori essenziali che ci vengono dall’esperienza cristiana ma che si ritrovano anche nei principi della nostra Costituzione: il rispetto della vita di ciascuna persona, la fondamentale uguaglianza nella diversità , la solidarietà e il senso di far parte di una comunità civile, il valore della famiglia, la sobrietà delle scelte quotidiane, il valore del lavoro per l’equilibrio della persona e della famiglia, il senso del dovere professionale, il valore dello studio e della cultura, la coerenza tra vita privata e vita pubblica, la scelta preferenziale dei poveri, l’unità dell’Italia.  Potrà essere utile, in questa prospettiva di formazione e di nuovo impegno, il recupero della memoria e della storia associativa, per meglio comprendere il contributo dei cattolici e dell’associazismo alla costruzione della società italiana, anche sul nostro territorio.

3.5.  LA  FORMAZIONE DEI RESPONSABILI.
Per tutto questo occorre predisporsi ad una formazione che permetta ad alcuni giovani e adulti di svolgere un efficace servizio di animazione dei gruppi, degli incontri, dei campi-scuola ed aiuti altri a rendersi disponibili per il servizio di responsabili, che in questo nostro tempo risulta particolarmente importante e prezioso per l’AC, per la Chiesa e per la società stessa. Qusto riveste un particolare significato nel dialogo tra le diverse generazioni  e nel “passaggio del testimone” tra i responsabili.

3.6. LA VITA ASSOCIATIVA, infatti,
chiede un serio impegno da parte dei  responsabili, affinchè essi possano aver cura della proposta e custodire il valore dell’esperienza che per un tratto di strada hanno il compito di gestire e sviluppare. Per questo occorre che si costruiscano rapporti di amicizia e di cordiale collaborazione tra loro, e che essi possano contare sul sostegno spirituale e pratico dei  soci e dei sacerdoti, nella coscienza che – aldilà dei risultati umani più o meno confortanti –  “faticando per il Signore non si fatica invano”. Il senso di questo servizio del responsabile non si misura semplicemente sull’efficienza, ma sulla corrispondenza alla vocazione personale, sul  valore dell’operare insieme nell’accoglienza reciproca e nel dialogo.   imono la condivisione di un comune progetto nazionale, costruito insieme e  vissuto nelle diverse diocesi italiane; inoltre esse rispecchiano la realtà civile della nostra nazione italiana e della sua articolazione regionale, proprio mentre si ricorda il processo di unificazione del paese e si sta avviando l’attuazione del federalismo.