Venerdì sera, 23 novembre, ad Acqui alle 20,30 presso il salone delle riunioni di San Francesco una serata PER I GIOVANI dai 15 anni in su che sono passati da Garbaoli, Callieri ma anche chi semplicemente vorrebbe condividere la sua fede con altri coetanei che desiderano allargare lo sguardo e le relazioni facendo “gruppo”.

E’ il primo di tre appuntamenti itineranti, in giro per la Diocesi (i prossimi saranno a Ovada e a Canelli) pensati per dare da bere agli assetati di relazioni con i fratelli e con Gesù. Spesso i giovani si sentono soli a credere, spesso si rischia l’isolamento e si prova un po’ di vergogna rispetto alla massa che ritiene da stupidi creduloni fare certi percorsi. Proprio per questo si crea un sottobosco di persone che ci credono ma hanno paura a mostrarsi, che si isolano e cercano o esperienze forti o lasciano perdere. Questa iniziativa vorrebbe essere uno dei luoghi in cui poter fare apertamente certi discorsi, in cui coltivare la propria fede nella “normalità”, in cui sostenersi tra giovani.

Preparato dal Settore Giovani di Azione Cattolica, gli animatori aspettano tutti i giovani della Diocesi che lo vogliano, senza distinzione di identità, appartenenza, senza barriere. Per informazioni contattare Erika Giacobbe (345.324.8438) oppure Francesco Munì (328.240.6710).

Al convegno regionale per i 150 anni dell’AC c’è stato un interessantissimo intervento della teologa Stella Morra, Docente alla Pontificia Università Gregoriana di Roma per il Dipartimento di Teologia Fondamentale, già consigliera nazionale di AC e fine lettrice della storia contemporanea della Chiesa.

In particolare il passaggio sulla ridefinizione delle parole Comunione e Pastoralità alla luce del Concilio, ma tutto l’intervento “L’AC nella Chiesa del Concilio, le linee di Francesco” è da ascoltare e assaporare.

Scarica e ascolta l’intervento di Stella Morra

A che punto è, cosa sappiamo del terribile conflitto in Siria che va avanti da ormai oltre sette anni? Ma soprattutto, quali sono le condizioni per passare dalla violenza della guerra alla speranza?
Aiuterà a rispondere a queste e molte altre domande un testimone d’eccellenza, mons. Antoine Audo s.j., vescovo caldeo di Aleppo e della Siria, presidente della Caritas siriana, il 10 ottobre alle ore 21 presso il salone del Ricre di Acqui (via Cassino 27A).
Si tratta di un’occasione preziosa e di grande interesse, per il tema che tocca le nostre coscienze e sconvolge la geopolitica mondiale, tra interesse economico e disinteresse umano.
L’evento è organizzato dalla Caritas diocesana, all’interno del progetto “non di solo pane ma anche…” finanziato dalla CEI nell’ambito della campagna “Liberi d i partire, liberi di restare”, in collaborazione con CrescereInsieme scs onlus, Maramao scas e Azione Cattolica diocesana. Durante la serata, sono previsti i saluti istituzionali dell’amministrazione comunale, dell’ufficio migranti diocesano e del Vescovo di Acqui mons. Luigi Testore.
Interverrà anche don Mario Montanaro, parroco di Cairo Montenotte e recentemente tornato da Aleppo, dove guida alcuni mini-progetti in favore delle popolazioni locali.

Erasmus+ Pathway through Religions

 

Il progetto, promosso dalla Comunità Europea nell’ambito del programma Erasmus+, è orientato

a sviluppare il dialogo interreligioso e interculturale nella scuola e – tramite essa – sul territorio. Lo

scopo è quello di fornire strumenti culturali e didattici per gestire la presenza di studenti di religioni

e culture diverse ed orientarne la formazione ai valori del rispetto e della inclusione, attraverso una

conoscenza e comprensione delle diverse tradizioni. I destinatari sono docenti e studenti della

scuola secondaria di primo e di secondo grado

Interventi alla Garbaoli Responsabili

Documenti prodotti

 

Quest’anno la due giorni per Responsabili (associativi e parrocchiali) sarà a maggior ragione una possibilità “preziosa” di ragionare sul futuro della nostra Associazione, delle nostre comunità parrocchiali e della nostra Diocesi insieme al Vescovo.

Sarà un’occasione in cui potremo dire (e ascoltare) che Chiesa del futuro immaginiamo, come pensiamo si possa/debba lavorare affinché la Buona Notizia stia veramente tra la gente e non chiusa in un tabernacolo che, seppur sacro, rischia di rimanere solo. Potremo scambiarci queste idee e fare domande con l’interlocutore più autorevole della nostra Chiesa locale.

Soprattutto laddove ci saranno cambi di parroci è importante elaborare questi passaggi, mai facili e forieri di paure, grandi speranze, dubbiose aspettative, mormorazioni… è normale ma se vogliamo affrontarle non in modo “mondano” è bene lasciarci aiutare dallo Spirito e riunendosi insieme solitamente “soffia di più”.

Il programma prevede: sabato 21 luglio ore 9 accoglienza a Garbaoli (fraz. di Roccaverano), ore 9,30 lodi e riflessione dell’Assistente Diocesano don Giovanni Pavin, ore 10 Vittorio Rapetti -storico- “i 150 anni dell’AC”, ore 11 Flavio Gotta -presidente diocesano- “il ruolo del laicato organizzato nelle nuove comunità di oggi”, ore 11,30 gruppi per discutere, condividere e domandare. Dopo pranzo Mons. Vescovo Luigi Testore dialogherà indicando “i passi del cammino pastorale Diocesano e le due monete dell’AC”, ore 17,30 la Lectio guidata da Emilio Abbiate -vicepresidente adulti- e a seguire la cena con possibilità di pernottare a Garbaoli.
Il giorno dopo, domenica 22 luglio, ore 9 lodi guidate dal Settore Giovani, ore 10 Consiglio Diocesano allargato per ipotizzare la proposta dell’AC, quindi divisione in gruppi, ore 12 Celebrazione Eucaristica e dopo pranzo condivisione e prima bozza del calendario per il 2018-19.

…. dato che anche la “carne” è importante, chi pensa di esserci si prenoti con un whatsapp al 349.621.53.10 (Flavio Gotta) o con un messaggio all’email acquiac@gmail.com… GRAZIE

di Laura Trinchero (Incaricata regionale per gli adulti di AC)

«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni…». Con queste parole inizia la parabola dei talenti, cuore del venticinquesimo capitolo del Vangelo secondo Matteo, l’ultimo prima del racconto della passione e risurrezione di Gesù. Al centro della parabola vengono poste le due possibilità che gli uomini hanno davanti a sé nell’assolvimento del loro compito nei confronti della storia. I talenti investiti dai primi due e quello sotterrato dal terzo sono le due strategie possibili di fronte al dono che ci viene offerto.

La fuga dalle responsabilità è la via scelta dal servo «inutile», una strategia dettata dalla paura e dalla pigrizia. La disaffezione nei confronti della realtà è propria di molti cristiani i quali, delusi e sopraffatti dall’intollerabilità delle situazioni, si rifugiano in uno spiritualismo disimpegnato e inconcludente. Al contrario, i due servi «fedeli» scelgono di agire responsabilmente, di assumere il dono, non per sete di potere o volontà di successo, ma nella serena fiducia che, se andiamo verso Qualcuno, non possiamo
andare a mani vuote.

Il dono affidato ad ogni uomo e ad ogni donna è sovrabbondante (un talento corrispondeva a circa 6000 giornate di lavoro di un operaio) e racchiude in sé una incommensurabile possibilità di portare frutto, ma la fedeltà richiesta ad ogni servo è una fedeltà feriale ed estremamente ordinaria (come ricorda papa
Francesco nella Gaudete et exultate). Questa Parola non ci è data, allora, per accrescere le nostre illusioni o per alimentare le nostre ansie di prestazione, ma per fondare la nostra responsabilità. Perché
quello che ci è chiesto non è una sterile fiducia nelle nostre risorse, ma una fede operosa, radicata nella fiducia e nell’obbedienza al Dio della vita.

È questo il tema di fondo del 2º campo scuola per adulti e famiglie, proposto dall’AC diocesana a Garbaoli di Roccaverano dall’11 al 14 agosto. Il campo, fondato sulla Parola di Dio che, grazie al Concilio, ha ritrovato la sua centralità nella vita della Chiesa cattolica, nasce dal desiderio di condividere, come adulti, un’esperienza intensa e fraterna di contemplazione, discernimento e vita spirituale, capace di dare nuovo slancio all’impegno di evangelizzazione, santificazione e animazione cristiana dell’ordine
temporale. Parole che possono apparire “stereotipate”, ma che papa Francesco ci ha insegnato a declinare nella “santità della porta accanto”. «Il Signore chiede tutto, e quello che offre è la vera vita, la felicità… Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente» scrive Francesco e nel primo capitolo ricordando che i santi non sono solo quelli già beatificati o canonizzati. «Mi piace vedere la santità nel popolo di Dio paziente: nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere… Questa è tante volte la santità “della porta accanto”, di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio».

Chi viene a Garbaoli troverà spazi per ascoltare e meditare la Parola di Dio; per riflettere sull’insegnamento della chiesa, in particolare sul magistero di papa Francesco e sulla sua ultima esortazione apostolica Gaudete et exultate; per dialogare con i fratelli al fine di riscoprire l’importanza essenziale delle relazioni e il nostro essere parte di un “popolo in cammino”; per pregare, vivendo la preghiera come possibilità di apertura a Dio, di ascolto della Sua voce, di comunione con Lui, con gli esseri umani e con tutte le creature del cosmo; per lavorare insieme alla gestione quotidiana della casa.

Per informazioni e prenotazioni: Emilio 335-8098977 o Marisa 349-3905457 – Casa Garbaoli 0144-953615.

Programma dettagliato