rosso è il colore dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Anch’ io sabato 7 luglio indosso una #magliettarossa per #fermarelemorragia di umanità!

per maggiori informazioni http://www.libera.it/schede-549-una_maglietta_rossa_per_fermare_l_emorragia_di_umanitaLe famiglie con il presidente Diocesano al weekend di formazione a Garbaoli  -7 luglio 2018

Registrazioni audio degli interventi

  1. Meditazione Biblica di Olga Terzano (metodista) – 9Mb
  2. Saluto del Vescovo di Acqui Mons. Luigi Testore – 4Mb
  3. A 70 anni dalla costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) – Guido Dotti (monaco di Bose) – 38Mb
  4. L’Ecumenismo al tempo di Papa Francesco – Brunetto Salvarani (professore, giornalista, teologo( -34Mb
  5. Figure esemplari di monaci e laici e nell’ecumenismo e nel dialogo tra le religioni – intervento di Guido Dotti e Brunetto Salvarani -46Mb
  6. Il cristianesimo del futuro o sarà ecumenico o non sarà – relazione a due voci di Dotti e Salvarani -37Mb

E’ una consuetudine che s’avvia a diventare tradizione, la Due Giorni di preghiera, di studio e di confronto ecumenici che ogni estate viene proposta dal Movimento ecclesiale di impegno culturale dell’Azione cattolica e dalla Commissione diocesana per l’ecumenismo e il dialogo tra le religioni a Garbaoli di Roccaverano.
In essa pastori, teologi, monaci e semplici cristiani esprimeranno, sabato 14 e domenica 15 luglio, il loro desiderio di unità e si porranno in attento ascolto della Parola di Dio e dei fratelli per individuare le strade che la fortificano e la fanno crescere, pur in mezzo alle difficoltà.
Il tema di questa iniziativa, quest’anno, sarà “Camminare – Pregare – Lavorare insieme: L’ecumenismo a 70 anni dalla fondazione del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC)”.
Come si vede, si tratta di un tema di forte attualità. Giovedì 21 giugno, infatti, papa Francesco ha fatto visita alla sede del CEC a Ginevra, per celebrare, insieme alle alle altre 350 chiese aderenti, la lieta ricorrenza dei 70 dalla fondazione del principale strumento ecumenico dei nostri tempi.
Ad aiutarci in questa ricerca di un cammino comune e di un lavoro condiviso, quest’anno sono stati chiamati il monaco di Bose, Guido Dotti (da anni impegnato nell’ecumenismo a livello nazionale e internazionale e componente del Gruppo di studio teologico internazionale istituito cinque anni fa in favore del “Pellegrinaggio di “Giustizia e pace”, nel corso dell riunione del Consiglio ecumenico delle Chiese a Busan in Corea), il professor Brunetto Salvarani, docente di teologia del dialogo e della missione nella Facoltà teologica di Bologna, la pastora Lucilla Peyrot e la Presidente del consiglio della Chiesa metodista di San Marzano Oliveto e don Giovanni Pavin, presidente della Commissione diocesana per l’ecumenismo e i dialogo tra le religioni.
IL PROGRAMMA DELLA DUE GIORNI ECUMENICA DI GARBAOLI
Questo il programma dell’iniziativa. Sabato 14 luglio, alle 9.30, nella prima giornata della Due Giorni ecumenica a Garbaoli, sarà proprio il tema della preghiera ad aprire i lavori, attraverso una meditazione biblica a due voci della pastora Lucilla Peyrot e della Presidente del Consiglio della Chiesa metodista di San Marzano Oliveto, Olga Terzano. I contributi dei partecipanti arricchiranno la riflessione comune.
Dopo i saluti del Vescovo di Acqui, mons. Luigi Testore e del Presidente dell’A.C. Diocesana, Flavio Gotta, seguirà la prima relazione di Guido Dotti “L’ecumenismo a settant’anni dalla istituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese: Amsterdam 1948” (prima parte).
Dopo il pranzo, la seconda parte della relazione “L’ecumenismo a settant’anni dalla istituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese (Amsterdam 1948)” di Guido Dotti aprirà i lavori del pomeriggio.
La relazione sul tema “L’ecumenismo ai tempi di papa Francesco: bilanci e prospettive” del professor Brunetto Salvarani, avvierà i lavori del secondo pomeriggio, che saranno conclusi da una relazione a due voci di Guido Dotti e di Brunetto Salvarani sul tema “Figure esemplari di monaci e laici e nell’ecumenismo e nel dialogo tra le religioni”
Naturalmente largo spazio sarà lasciato agli interventi dei convenuti.
La cena condivisa, alle 20, concluderà la giornata
I Lavori di domenica 15 luglio saranno avviati dalla Celebrazione delle Lodi, alle ore 9, guidata dal monaco Guido Dotti. Ad essa seguirà la relazione a due voci sul tema: “il cristianesimo del futuro o sarà ecumenico o non sarà”
La celebrazione dell’Eucarestia alle 12 concluderà la mattinata.
Dopo il pranzo, previsto per le 13, seguirà una riunione condivisa sul tema “Le prospettive ecumeniche nella diocesi di Acqui (a cura della Commissione diocesana per l’ecumenismo ed il dialogo tra le religioni)
Le conclusioni sono previste alle 16.30.
All’iniziativa (che si tiene nella Casa estiva dell’Azione cattolica a Garbaoli di Roccaverano tel. 0144 953615) tutti sono invitati. E’ ammessa la partecipazione parziale. Le spese saranno condivise e, comunque, molto contenute. E’ molto gradita la prenotazione telefonando al 333 7474459 o allo 0144 594180.

LE FOTO DEL PELLEGRINAGGIO 

…. (di Domenico Borgatta)

Talvolta le parole non bastano. Occorre servirsi di altri mezzi. Soprattutto quando quello che si vuol dire è importante. Questo vale in molte occasioni della nostra vita, se non in tutte e, soprattutto in quegli ambiti che giudichiamo decisivi.
Pensiamo alla nostra vita di tutti i giorni: per dire l’amore (anche quello tra uomo e donna) le parole non bastano, spesso sentiamo che ci vuole qualcosa di più; pensiamo al nostro rapporto con Dio: le parole anche quelle delle preghiere più belle non bastano a tener vivo il nostro legame con Lui.
Per tutto questo abbiamo bisogno di segni che nella loro concretezza ci aiutino a dire quel di più che sentiamo nel nostro cuore ma che le nostre parole non riescono ad esprimere.
Questo vale (anche e, forse soprattutto) per la nostra esperienza di fede: che cos’è l’Eucarestia e, con essa tutti i sacramenti, se non uno strumento, fatto soprattutto di gesti e di cose oltre che di parole, per sperimentare la presenza di Dio in noi e con tutti? Per farci capire e vivere quello che Dio è (cioè un Amore che si dona sempre e a tutti!): una realtà che la teologia ci spiega ma che non riesce, neppure con le sue dottissime parole, a farci pienamente comprendere.

Penso che su un piano certamente minore ma non per questo trascurabile quello che ho detto fin qua valga anche per il nostro pellegrinaggio annuale degli adulti, organizzato per la diocesi di Acqui dall’Azione cattolica. Attraverso di esso vogliamo soprattutto continuare ad esprimere e celebrare due realtà che riteniamo importanti per la nostra vita personale e comunitaria.
La prima: vivere in una comunità è bello (difficile e impegnativo, certo!, ma comunque bello) e questo lo esprimiamo incontrandoci, convenendo tutti in uno stesso luogo per dire, anche fisicamente, quanto sia

bello stare insieme. (Detto tra parentesi: penso che testimoniare la convinzione di quanto sia bello lo stare insieme non possa che far bene ad un mondo sempre più disgregato e narcisista).
La seconda: noi non viviamo un’esperienza di comunità anonima ma un’esperienza di comunità concreta: fatta di laici, sacerdoti e vescovo che vivono e si impegnano (naturalmente nella misura in cui sono capaci) in un certo territorio e, nel pellegrinaggio, vogliamo esprimere e celebrare anche concretamente la ricchezza e l’importanza dei doni che Dio ci ha dati affinché li mettiamo a servizio degli altri nella Chiesa e nella società.
Quest’anno il nostro Pellegrinaggio diocesano avrà come meta i due santuari di Boves (“Regina pacis” e “Madonna dei boschi”) e si svolgerà Venerdì 29 giugno.
La scelta del venerdì anziché quella più tradizionale del sabato e dovuta alla volontà di rendere possibile la partecipazione dei sacerdoti, che, ci auguriamo numerosa, tenuto anche conto che il giorno 29 giugno è una data in cui un tempo nella nostra diocesi si impartiva la ordinazione sacerdotale e, quindi, potrebbe per loro e per tutti essere un’occasione per celebrare insieme una ricorrenza significativa.
In questi santuari, guidati, per la prima volta, dal nostro “nuovo” Vescovo, vivremo il tradizionale programma: al mattino, nel Santuario “Regina pacis” (in località Fontanelle di Boves), alle 10 inizierà la celebrazione comunitaria della Penitenza, seguita dalla Concelebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo. Dopo il pranzo (in Ristorante o al sacco), ci si ritroverà in santuario per la recita del Rosario a cui seguirà il trasferimento (in autobus) al santuario di “Madonna dei boschi” (a breve distanza), dove sarà possibile visitare e pregare davanti al magnifico ciclo di affreschi quattrocenteschi e rinascimentali contenuti in questo piccolo ma splendido santuario.
La celebrazione dei Vespri concluderà il nostro incontro. Le partenze sono previste tra le 17.30 e le 18.
I costi sono quelli dello scorso anno. Iscrizione: Euro 4; Pullman: Euro 16; Pranzo al Ristorante: Euro 20). Le iscrizioni (entro il 25 giugno) nelle parrocchie o telefonando ai numeri 0144 594180 oppure al 333 7474459. Naturalmente, come sempre, tutti sono invitati.

La salvezza delle piccole cose: weekend per famiglie per dedicarsi un po’ di tempo in compagnia del libro di Rut

Articolo di presentazione

Interventi audio
Commento al libro di Rut (Marco Forin)

Riflessioni sulla famiglia (Roberto Merlo)

Il weekend del 7-8 luglio organizzato dall’Azione Cattolica Diocesana, ha visto la partecipazione di 18 famiglie più lo staff, un nutrito gruppo di fronte al quale sono tremati i polsi a Garbaoli, al limite delle proprie possibilità; ha vinto la Pace dello Spirito, Colui che dispensa la giusta forza per attraversare le situazioni grazie alla disponibilità di tutti. Si è respirato un bellissimo clima, parole di speranza, riflessioni tra adulti che non negano la fatica del vivere, la difficoltà delle relazioni famigliari, ma che come Rut vogliono mettersi in gioco con la speranza di una Vita bella sempre possibile. Il libro della Bibbia ci ha aiutato a pensare che si può diventare parte di un disegno di Salvezza anche se dalle premesse non sembriamo adatti. Rut gioca la sua vita sulle relazioni, non si pone il problema di quanto ci guadagna, accetta la sua situazione e da lì parte per un viaggio che la porterà ad essere, senza poterlo minimamente immaginare, la nonna del grande re Davide, re d’Israele, lei che era straniera, moabita.

Roberto Merlo, psicoterapeuta, conoscitore del disagio e della sofferenza umana, ha invitato le famiglie a cambiare atteggiamento, non stare sulla difensiva ma guardare alle potenzialità che ci sono, sentirsi un segno profetico nella crisi contemporanea, essere il segno di una possibilità diversa (e per certi versi unica) di relazione tra persone. Occorre distinguere l’istituzione famiglia (rigida, che tende a dare un modello ripetibile) dalla realtà viva che cerca il modo di ridefinire ogni giorno lo stare insieme pur all’interno di un mondo che culturalmente va da tutt’altra parte. Le famiglie si fondano sul condividere tutto, rimanere anche dopo che la passione e l’attrazione vengono meno, darsi un progetto di vita insieme e cercare di rimanerci dentro anche quando non sembra dare soddisfazione, generare figli, creare vita che poi rosicchia e limita il tuo spazio, sono tutte azioni che vanno in senso contrario rispetto alla cultura individualista, del consumo e dello scarto. Merlo ha invitato le famiglie a svelare (togliere il velo, vedere le cose per come sono), elaborare (darsi tempo per pensare e capire ciò che vediamo) e trasfigurare la realtà. In un tempo di crisi le famiglie hanno una grande possibilità: reinventare il modo di vivere le relazioni per custodire e tramandare la salvezza che in famiglia si sperimenta (avendo chiaro che non c’è salvezza senza croce, non c’è vita senza la morte).

Un grande grazie a Marco Forin che come recitava la locandina è padre, biblista, insegnante, contadino e socio dell’AC di Nizza-Vaglio: ha saputo trasmettere tutta l’intensità di Rut e della sua storia, ha fatto respirare il profumo della mietitura di buoni raccolti nonostante i tempi di carestia, spigolando i messaggi che il testo biblico ha lasciato copiosamente cadere.
La storia di Rut dice anche che lo straniero è spesso messo ai lati ma può diventare elemento decisivo nella società in cui arriva: è stato inevitabile pensare alle storie contemporanee di tanti uomini e donne che partono dalle loro terre devastate da sfortune e carestie, in ricerca di un futuro possibile. Così sabato le famiglie hanno pregato per le sofferenze del mondo e chi ha voluto si è unito al simbolico gesto delle magliette rosse proposto da Libera.

Le coppie hanno poi avuto tempo per confrontarsi, respirando la cooperazione nei lavori, pulizie di gruppo, mangiando insieme e ringraziando per il provvidenziale contributo di Rosa e Nicolò che in cucina hanno preparato i pasti per gli oltre 60 partecipanti (più alcuni ospiti che sono venuti a farci visita tra cui i preti don Nino, don Parodi, don Flaviano ed Emilio Abbiate, responsabile diocesano degli adulti di AC).
Un grazie a tutti per la presenza perché l’organizzazione la mette l’Azione Cattolica, la bellezza e l’opportunità le crea lo Spirito Santo ma senza l’adesione delle persone, il ritagliare del tempo per questi cammini, il frutto bello della Comunione non sarebbe possibile!
Vi sarà una seconda possibilità con il campo adulti famiglie in programma dal 9 al 14 agosto, sempre a Garbaoli.
Flavio Gotta (presidente diocesano alla due giorni con la famiglia)

di Mauro Stroppiana (già presidente diocesano di AC e attuale Segretario del Consiglio Pastorale Diocesano)

Il 14 maggio, pochi mesi dopo la scomparsa del marito Dino, ha terminato il suo cammino terreno un personaggio molto noto alle generazioni di ragazzi, giovani e adulti che hanno vissuto l’esperienza dei Campi-Scuola organizzati dall’Azione Cattolica a Garbaoli: Piera Visconti, “la Piera”. Abitava proprio al centro della piccola frazione di Roccaverano: dall’arrivo dei primi fondatori, nel 1974, fino ad oggi ha sempre accolto tutti noi con un sorriso, un caffè, una battuta e, un tempo, una “formaggetta”. Avere avuto Lei e la sua famiglia come punto di appoggio locale è stato una garanzia e una sicurezza: un consiglio, il sale che mancava, lo zucchero, il rosmarino, un aiuto, uno sfogo, un occhio attento e vigile sulla casa…
Ma per noi tutti è stata soprattutto un esempio di accoglienza: avrebbe potuto guardarci come stranieri, invasori, disturbatori della quiete, … ed invece ci attendeva ogni anno con trepidazione, ci accoglieva come una benedizione, apprezzava più l’allegria che il disordine che noi portavamo. Chi non ricorda le memorabili serate pigiati in casa o nel cortile, a fianco delle sue ortensie, a guardare le finali della coppa del mondo di calcio?
Di seguito alcuni ricordi commossi per esprimere tutta la vicinanza dell’Azione Cattolica per quello che ha rappresentato per noi e per dirle grazie per quanto ci ha voluto bene

….di Paola Malerba
“Della Piera ci siamo sentiti un po’ tutti amati nipoti (….anche se ci vedevamo solo d’estate) e graditi ospiti sempre..( anche se arrivavamo senza preavviso). E se, ormai da qualche anno, Garbaoli era come se fosse tutta sua… non ne era gelosa padrona, ma madre gentile, sorridente principessa…
Quello che più mi stupiva era come guardava i giovani e tutti gli ospiti che passavano da lì…, un po’ strani a volte (in cerchio nel prato a pregare e poi a giocare !?), non con l’occhio critico e dubbioso, ma con uno sguardo sereno e accogliente … direi moderno !
Si è sempre sentita una di noi, orgogliosa di esserci, con quell’indimenticabile sorriso, che non ci ha mai giudicati e quella risata che diceva meglio di ogni parola la sua gioia di rivederci, il suo desiderio di stare al nostro fianco.
Ci consola pensarla ora col suo Dino….con le altre persone care di Garbaoli…e magari con Gigi Merlo a farla ballare.”

Il saluto di un giovane…. (Paolo Foglino)
Ciao Piera non sembra vero…. la notizia è arrivata in un momento di vita normale dove con i pensieri ero distante da Garbaoli.
Come una doccia fredda… mi sono passati nella testa tutti i ricordi da quando ero piccolo.
Ti ho conosciuta grazie ai miei genitori quando noi piccoli venivamo a vedere gli animali nella vostra stalla: le mucche, le caprette, i conigli e le galline. Con dolcezza e pazienza ci hai insegnato a mungere le tue capre e quanto latte sprecato….
Poi siamo cresciuti e con i ragazzi del campo famiglie venivamo a trovarti per giocare o scappare dai lavoretti del pomeriggio e tu ci coprivi sempre…
Qualche anno dopo durante i campi giovani io e Piero ci facevamo sempre scegliere per portarti l’organico per le galline e poter passare a salutarti godendoci un po di tempo con la nonna di Garbaoli.
E da quando sono diventato educatore ogni volta che si poteva la tappa d’obbligo eri tu: il Caffè dalla Piera.
Tante risate, tanti vizi, tanti “bel fanciutein” anche a 20 anni.
Anno dopo anno ti ho e ti abbiamo voluto sempre più bene e sei diventata una parte di Garbaoli, una certezza come il campanile della chiesa e il cortile impolverato che sempre ci accoglievano in estate.
Spero che il buon Dio ti accolga e ti abbia aspettata con tuo marito per prendere un Caffè.
Garbaoli non sarà più la stessa per chi ti ha conosciuta.
So che ci sarai sempre e spero che da lassù tu possa vedere crescere e vivere Garbaoli che si rinforza e rinnova con giovani ogni anno….
Con affetto.   Arrivederci….

….di Flavio Gotta (Presidente Diocesano)
“Ciao Piera
Tu sei la mamma, la sorella, la nonna di Garbaoli, la custode di un luogo, di una memoria, il motorino silenzioso che ha aggiunto forza alla macchina senza far rumore. Anche per questo Garbaoli è una fuori serie, un modello unico. Tu eri questo e molto di più, difficile da dire per chi si è sentito voluto bene come fossimo tutti tuoi fratelli, figli e nipoti, per chi ha sentito la tua fiducia nel nostro disordinato agire con incoraggiamenti costanti e tanto, tanto, tanto affetto.

Tu e Dino siete stati compagni diversi ma sempre presenti per coloro che sono transitati da Garbaoli… e siamo tanti. In quasi 45 anni più di 10.000 ragazzi vi sono passati in casa, voi avete allargato i confini di Roccaverano, avete aiutato Garbaoli ad essere capoluogo spirituale per tanti viandanti, semplicemente –si fa per dire- perché avete aperto le porte della vostra casa. Non siete stati gelosi della vostra Garbaoli, ma anzi l’avete regalata al mondo. Che grande insegnamento, se ogni frazione, ogni paese, ogni nazione fosse capace a vivere questa condivisione il Regno dei cieli lo potremmo sperimentare molto di più già oggi, quaggiù, nel nostro tempo.

Le generazioni si sono susseguite e avete rappresentato qualcosa di unico per tutte. Per certi versi oggi sembra che Garbaoli subisca un terremoto che mina le fondamenta, ma siamo noi che siamo un po’ debolucci, tu ci diresti con il tuo solito e immancabile sorriso di non fare troppe storie e di continuare così che va bene. Magari con una pacca dal sapore di sganassone.

Ma è proprio questo che ci mancherà: il tuo sostegno, il tuo esserci vicina, il tuo credere in noi più di quanto noi stessi siamo capaci di fare. Avere dei vicini veri è cosa rara, è sentire la fedeltà di una presenza che non fugge, ma soprattutto è non sentirsi soli, camminare con persone che sanno condividere gioie e fatiche del vivere in questo mondo è una Grazia grande!

Proprio come avere il Signore accanto, colui che è vicino sempre: è esperienza di immensa bellezza, è Pace vera che raggiunge il profondo del cuore. Quando si riesce ad avere occhi che vedono questa vicinanza la Vita cambia inevitabilmente passo. Con voi non c’era bisogno di tanti occhiali per vederlo, sapevate farvi presenti anche solo con una formaggetta, con il prato tagliato di nascosto, con il caffè sul tavolo… e Zefferino e Rosanna sono veramente il germoglio nuove della pianta buona. Noi abbiamo avuto voi a Garbaoli che ci avete testimoniato la grandezza di una vita spezzata insieme.

Adesso Piera sei con il tuo Dino vicina al Padre, siete nel Suo Regno a tenerci ancora compagnia e noi siamo chiamati a uno scatto di fede per sentirvi ancora vicini (come per davvero siete). Oggi possiamo mettere alla prova quanto abbiamo coltivato a Garbaoli in tutti questi anni, i semi che sono caduti nel nostro intimo oggi dovranno dimostrare di essere piante rampicanti che arrivano fino a voi. Abbiamo l’occasione di unire l’esperienza dolcissima della vostra amicizia, della vostra vicinanza e la teologia delle riflessioni che ci hanno parlato di Dio in tutti questi anni nei campi scuola, in Azione Cattolica, nella nostra amata Chiesa. Oggi si incarna in modo speciale tutto questo, oggi siamo chiamati alla comunione dei Santi con voi. Per questo vi abbracciamo come non mai in attesa di danzare insieme per l’eternità. E dato che i secoli sono nel Regno di Dio come il minuto che è appena passato, a rivederci a presto cari Piera e Secondino.