Formazione Adulti alla festa Pace ACR – Cosa sono i nativi digitali?

Ogni anno alla festa Pace ACR, gli adulti dedicano uno spazio per formarsi su aspetti educativi, su quelle capacità che come genitori dobbiamo mettere in atto per aiutare la crescita dei nostri figli.

Pc, smartphone, Iphone, tablet, PlayStation, Xbox, Smart TV…. una galassia di possibilità che noi, gli adulti, rischiamo di subire, anche noi inebriati dalle possibilità che questi strumenti offrono. Li compriamo, li usiamo, li demonizziamo, ma una cosa è certa: abbiamo vissuto anche il tempo in cui questi potenti oggetti/strumenti non esistevano. Quindi siamo ancora in grado di riconoscere e gestire un modo diverso di vivere. I nostri ragazzi no, sono nati e… già tutto questo esisteva.

Questa è una realtà di cui va tenuto conto, è una distanza, una differenza che determina tante incomprensioni generazionali: così come è accaduto a noi figli della TV e delle lavatrici, che non sapevamo cosa volesse dire viverne senza, o che significato avesse trovarsi al bar come luogo di intrattenimento per passare le serate, nemmeno sapevamo cosa volesse dire trovarsi al fiume per lavare i panni o perché fosse necessario aiutarsi in attività che da soli non si potevano fare. Lo stesso è accaduto ai nostri genitori, che non avevano conosciuto la guerra e la fame, per cui tante cose le intuivano, le hanno sentite molte volte raccontare, ma viverle è tutta un’altra cosa.

Oggi è scontato “abitare” relazioni, conoscersi e scambiarsi idee con mezzi digitali, diminuendo di molto l’interazione umana, fisica, quella che ti fa respirare l’odore di chi ti sta di fronte, che ti fa capire quanto ciò che gli dici lo irrita o lo coinvolge. Quindi? Cosa ci porta questo nuovo modo di comunicare? Quali caratteristiche esalta e quali annichilisce?

Prima ancora di un giudizio di valore che divide tra “apocalittici e integrati”, c’è un capire cosa succede per attraversare questo nostro tempo.

Ci aiuterà il dott. Emanuele Rapetti, pedagogista che fa continuamente ricerca su questo tema, che indaga quali conseguenze i nuovi media portano ai nostri ragazzi. Ci fornirà strumenti per comprendere cosa succede e come possiamo interagire con loro, i nostri figli immersi nel digitale J.

Pellegrinaggio adulti 2019

LE FOTO DEL PELLEGRINAGGIO 

…. (di Flavio Gotta)

Sabato 30 giugno una fresca e ristoratrice giornata ha rigenerato sotto tutti i punti di vista i partecipanti al pellegrinaggio diocesano che quest’anno aveva come meta il Santuario di Graglia. Circa 200 pellegrini da diverse parti della Diocesi, con il Vescovo Mons. Testore, i parroci di Roccaverano don Nino, di Cassinelle don Deogratias, di Terzo don Pavin, tutti coordinati dall’infaticabile coppia deus ex machina dell’iniziativa, Domenico Borgatta e Annamaria Dominici di Terzo che con l’aiuto del Geom. Bertero e dei validi collaboratori in tutte le realtà della Diocesi, con fedeltà e dedizione coinvolgono fratelli e sorelle per offrire ogni anno la possibilità di camminare insieme.

In cammino con il Vescovo, la Chiesa pietra e novità

La concomitanza con la solennità di Pietro e Paolo ha dato modo al Vescovo di ricordare come la Chiesa da un lato ha bisogno di fondamenta solide, di fondare sulla Pietra il proprio ministero e dall’altro ci sia bisogno di novità, coraggio, visione di futuro come ha avuto Paolo nei confronti dei pagani. Così aiutarci reciprocamente a vedere il cammino che ci attende, le strade che si aprono in un tempo che è un impegnativo cambiamento d’epoca.

Tra il dire e il fare, tra il desiderio e la realtà

Il Presidente diocesano dell’AC, prendendo spunto dalla storia del Santuario di Graglia raccontata dal rettore don Zampa, ha sottolineato come tutti siamo portati a desiderare il massimo per i nostri cari, per le nostre comunità e sogniamo come ha fatto il fondatore del Santuario, don Nicolao Velotti, di costruire 100 cappelle, fare un Sacro Monte e realizzare sulla punta della montagna la cappella della redenzione.

Ma poi le vicende concrete ci costringono a ridimensionare i sogni facendo nostra la realtà. Tutti vorremmo vivere già da redenti ma poi la vita è più complicata.

La realtà è superiore all’idea

Questo non vuol dire rassegnarci o sentirci delusi ma fare quel che è nelle nostre possibilità, e non è poco. Nel caso di don Velotti è stato l’inizio per poi consegnarci un Santuario, anche per noi sarà trovare il modo di manifestare la nostra fede con l’aiuto di Maria, e così anche le nostre comunità possono diventare luoghi in cui si respira la fede, dove i pellegrini del mondo possono trovare ristoro.

La vocazione dell’AC

L’Azione Cattolica vuole in fondo essere questo, non è capace di realizzare costruzioni in muratura ma la sua vocazione è costruire relazioni, essere gruppo che si aiuta a coltivare la fede, il senso di Chiesa, il cammino nella storia degli uomini e così aiuta la Chiesa a rispondere alla sua vocazione.

Agape fraterna

I pellegrini hanno proseguito con l’agape fraterna, chi nel ristorante chi nel giardino del Santuario, a seconda della preferenza, in libertà ma con l’obiettivo di parlarsi, di stare insieme, di sentirsi Chiesa Diocesana.

La Peregrinatio Mariae

La processione del pomeriggio in compagnia dell’icona della Vergine Maria, icona che l’Azione cattolica ha portato in pellegrinaggio per tutt’Italia e che nella regione conciliare del Piemonte ha visto la conclusione del suo viaggio proprio con Acqui, preparata dall’Assistente diocesano don Pavin, a seguire i vespri guidati dal nostro Vescovo che hanno completato la giornata di preghiera e comunione, senza intrattenimenti extra ma godendosi fino in fondo una giornata fondata sulla Parola, sulla riconciliazione, sulla fraternità.

Fraternità e beatitudine

Al termine i partecipanti possono dire di aver sperimentato quanto serve per essere beati, per stare in pace con se stessi, l’essenziale della natura in compagnia dei fratelli e del Signore, respirando quel dono che non ha prezzo: la Pace del Risorto che entrando nei nostri cenacoli ci dice “Pace a Voi”.

Così avremo la forza di uscire per le strade e dare fiato alla nostra missione: essere seguaci di Cristo in mezzo alla gente.

Appuntamento al prossimo anno

Vi aspettiamo il prossimo anno non per essere più numerosi (anche se fa sempre piacere), ma per condividere il dono che non vogliamo tenere solo per noi, che desideriamo sia di tutti i fratelli e le sorelle che ci circondano.

Grazie

a chi c’è stato, grazie a chi ci ha pensato e ha pregato per la buona riuscita, grazie a chi vorrà esserci anche la prossima volta. Buona estate.

Prendersi cura del noi – Formazione per le coppie a Balicanti

Nuovo appuntamento per le coppie alla comunità di famiglie Balicanti, sabato 18 Maggio, con don Mario Aversano, parroco della comunità di Maria Regina Mundi a Nichelino, direttore dell’Ufficio Famiglie di Torino e counsellor.

Con lui ci prenderemo cura della coppia, dedicheremo del tempo per starci accanto e con le sue sollecitazioni, accompagnati dalla Parola, faremo passi nella direzione della comunione piena, quel segno che l’essere coppia/sposi nel Suo nome ci condiziona e ci dona speranza.

In stile di condivisione famigliare (tipico del luogo che accoglie e propone questa giornata) ci si troverà con il seguente programma:

ore 9,30 Arrivi e sistemazione
ore 10 Primo momento
ore 13 pranzo
ore 14,30 Secondo momento
ore 17,30 preghiera conclusiva

 

La Chiesa siamo noi – incontro formazione adulti

Domenica 28 aprile si è tenuto a Masone un incontro diocesano di formazione organizzato dal Settore Adulti di AC in collaborazione con le comunità della Valle Stura.

Incontro di Formazione per gli Adulti a Masone (GE)

L’incontro nasce dal desiderio di approfondire e capire meglio il ruolo delle nostre comunità alla luce di cambiamenti che di recente hanno interessato la nostra Chiesa locale.
In particolar modo, grazie alla disponibilità del prof. Gianfranco Agosti, già consigliere nazionale di AC, siamo andati alla radice del cambiamento partendo dalla Costituzione Dogmatica del Concilio Vaticano II, la Lumen
Gentium, che quasi 55 anni fa ha illustrato al mondo intero la missione universale della Chiesa e ha affermato la “vera uguaglianza riguardo alla dignità e all’azione comune a tutti i fedeli nell’edificare il corpo di Cristo”.

Siamo tutti chiamati, infatti, in virtù del Battesimo che abbiamo ricevuto, a contribuire e a partecipare alla missione salvifica della Chiesa, rendendola operosa e presente nei luoghi in cui essa può diventare sale della terra. E questo grazie ai doni che ciascuno di noi ha ricevuto dal Signore.

Con questo incontro vogliamo aiutarci a prendere coscienza del ruolo che la Chiesa stessa ha affidato a tutti noi, sacerdoti consacrati e laici, popolo di Dio che insieme cammina affinché ogni giorno la gioia dell’annuncio della Pasqua di Risurrezione giunga a tutti gli uomini.

Il Settore Adulti diocesano

Quaresima 2019

Come ogni anno l’AC Diocesana collabora con l’Ufficio Catechistico per offrire dei sussidi utili al cammino Quaresimale e di Avvento.

Quest’anno la proposta è con tre contributi diversi, per tutti i gusti. Il primo dell’Ufficio Catechistico Diocesano, il secondo un percorso di incontri tra adulti legato alle letture della domenica preparato dal prof. Domenico Borgatta (Cliccando sul vangelo si scarica lo schema di incontro completo), la terza una breve riflessione settimanale del prof. Marco Forin

1^ Domenica di Quaresima 2^ Domenica di Quaresima 3^ Domenica di Quaresima 4^ Domenica di Quaresima 5^ Domenica di Quaresima
Ufficio Catechistico 1^ Tappa 2^ Tappa 3^ Tappa 4^ Tappa 5^ Tappa
Prof. Domenico Borgatta Luca 4,1-13 Lc 9,28b-36 Lc 13, 1-9 Lc 15,1-3.11-32 Gv 8, 1-11
Prof. Marco Forin 10 Marzo 17 Marzo 24 Marzo 31 Marzo 7 Aprile

 

E per finire una meditazione consigliata dal nostro responsabile adulti La Quaresima non passi inosservata (P.Sequeri)

Incontro adulti durante la Festa Pace – RISPETTO: tempo di Pace

Durante la festa Pace ACR ad Ovada, nel pomeriggio (ore 14.30) presso la biblioteca delle Madri Pie (Via Buffa 6), mentre i ragazzi giocano in palestra, gli adulti potranno riflettere e confrontarsi insieme su “Rispetto: tempo di pace”.  Ilaria Ambrosino, psicoterapeuta e mamma, guiderà i presenti in una riflessione sul tema del rispetto in rapporto alla relazione genitori-figli, lasciando ampio spazio alle domande e al confronto. Maggiori informazioni sul prossimo numero dell’Ancora.