Serata informativa sul referendum

Sia in presenza (26) che collegati digitalmente (44) per ascoltare, riflettere e comprendere il quesito referendario su cui saremo chiamati ad esprimerci il 20 e 21 settembre 2020.

L’introduzione di Vittorio Rapetti, le sollecitazioni di Barbara Grillo (AC) e Chiara Libertino (Agesci), le domande del pubblico (in sala e da casa) hanno dipinto un quadro di informazioni molto variegato e preciso.

 

 

 

Un ringraziamento al nuovo Settore Adulti Diocesano dell’AC, a chi ha ospitato l’iniziativa e a tutti coloro che l’hanno sostenuta, in particolare l’Associazione Memoria Viva con la quale sono stati preparati i contenuti.

Audio dell’incontro

Diapositive proiettate

 

1^ incontro di gruppo giovani in videochiamata

Quasi 90 ragazze e ragazzi

residenti nei diversi angoli della Diocesi, tra i 15 e i 30 anni, si sono “incontrati” venerdì sera grazie alle moderne tecnologie digitali. E’ stato un primo incontro di presentazione per capire, in base alla risposta dei giovani, come impostare un cammino di incontri, uno ogni due settimane.

Modalità e contenuti pensati “dai giovani per i giovani”

guidati da Chiara Pastorino di Rivalta (23 anni) e da Pietro Pastorino (26 anni) di Masone il settore giovani di AC ha chiesto ad ognuno di dire una parola chiave su cos’è per ciascuno la quarantena che si sta vivendo.

Un incontro per sapere come stanno, per ascoltare i pensieri dei giovani e non per forza per dirgli quel che devono fare.

Il limite è stato il dover parlare e ascoltare un numero così alto di persone tramite una piattaforma digitale su internet. Per questo motivo dalla prossima volta i partecipanti verranno suddivisi in più gruppi, avendo cura di mettere insieme i giovani per affinità, età e provenienza, per agevolare il dialogo in modo da superare i limiti dovuti alla tecnologia.

Un appuntamento ogni 15 giorni

Si invita nuovamente tutti ad aderire, verranno mandati inviti e sarà chiesto di prenotarsi così da organizzare al meglio l’incontro. Il tema, lo stile di confronto, non far sentire i giovani più soli di quel che sono costretti a vivere per la clausura forzata della quarantena è l’obiettivo che questa iniziativa si pone, oltre a dare contenuti, fare formazione com’è nello stile tipico dell’AC, camminando insieme.

Un evento di Chiesa

C’è stata anche la gradita partecipazione di Mons. Testore che con don Claudio Montanaro –assistente diocesano di AC- hanno dato volto all’unitarietà del cammino della Chiesa, con tutte le membra che partecipano al fine ultimo: essere segno di salvezza in cammino verso il Regno.

“Perché avete paura?” – idee per il futuro economico-sociale

Giovedì 30 incontro organizzato dall’AC per conoscere la realtà di Piemex

Le parole di Gesù riprese da Papa Francesco nella preghiera del 27 marzo in una piazza S. Pietro deserta (che effetto quel momento di preghiera!) ci toccano il cuore e ci spronano a cercare e capire quali sono le opportunità che questo periodo, nonostante tutto, può offrire anche per la nostra economia.
Spesso grandi scoperte e grandi novità della nostra economia nascondono in sé valori e capacità tratte dal passato ma rielaborate in chiave moderna con uso sapiente della tecnologia.
Guardando così verso il passato per trarre qualche spunto vediamo che nel 1934 in Svizzera, in seguito alla grande crisi del 1929, è stata creato il WIR: una camera di compensazione di crediti e debiti; una rete di imprese che, in assenza di denaro (senza denaro in Svizzera, la patria delle banche!!), decide di pagarsi in crediti utilizzando così il proprio lavoro e la propria professionalità come metodo di pagamento.
L’idea di fondo è stata ripresa nel 2008 in Sardegna da un gruppo di ragazzi che ha fondato una realtà simile: il Sardex facendo delle relazioni umane la vera moneta di scambio.
Il WIR è poi diventata una vera e propria banca, Sardex ha avuto un impatto sull’economia sarda fondamentale per sostenere il mondo “euro”.
Entrambe le realtà sono protette e collaborano attivamente con i rispettivi stati che apprezzano la capacità di sostenere l’economia e di tracciare pagamenti che potrebbero altrimenti essere nascosti al fisco.
Giovedì 30 incontreremo così Franco Contu, uno dei 5 ragazzi fondatori di Sardex che nelle sue esposizioni utilizza un termine che ci colpisce: “noi siamo per la biodiversità monetaria”.
Con lui scopriremo come una moneta può essere amica delle persone e aiuto nella creazione di reti di economia locale.
Chi vuole partecipare si deve iscrivere contattando i responsabili diocesani di AC, Giovani o Adulti (di seguito alcuni contatti: Barbara Grillo nova.baby71@gmail.com – 340.524.2858; Emilio Abbiate 335.809.8977; Marco Peuto marco.peuto@fastwebnet.it – 392.52.3615; oppure l’email acquiac@gmail.com riceverete un link con cui partecipare. Vi aspettiamo numerosi
Marco Peuto – consigliere diocesano di AC

Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri… il lupo dimorerà insieme con l’agnello

Guardare avanti

L’altra sera a Settore Adulti ci siamo posti di fronte alle difficoltà che viviamo chiedendoci “come guardare avanti“, quale speranza possiamo raccontare.

Con il profeta Isaia

Mi viene spontaneo pensare a Isaia, un profeta che se parlasse oggi rischierebbe di essere deriso da tutti per eccesso di ottimismo quando dice che le armi verranno trasformate in attrezzi di coltivazione (spade in aratri) e gli oppressori non faranno più soprusi verso i deboli (i lupi dimoreranno insieme agli agnelli).

Annegare nelle paure o guardare al futuro

Noi temiamo continuamente di essere sbranati, ci sentiamo circondati di pericoli, attacchiamo o ci deprimiamo, siamo speso convinti che siano le guerre e i soldi a muovere il mondo. Oggi c’è la grande paura che finita l’emergenza COVID sarà la fine per tanti, la fine di un’attività chiusa per troppo tempo, la fine dei rapporti “umani” per tutelare la salute costretti a vivere con mascherina e guanti per il resto dei propri giorni. Ma il sogno possibile è un altro, e non dobbiamo immaginarlo irraggiungibile, altrimenti non si parlerebbe di profeti ma di ingenui creduloni.

Abbiamo cambiato il mondo con le nostre decisioni

In fondo ciò che sembrava impossibile (tutti a casa, tutti fermi, attività ritenute “indispensabili” bloccate dall’oggi al domani…) è stato fatto sotto la spinta di un microscopico virus… quindi si può fare quel che sembra impossibile!!! Senza bisogno di scomodare Dio lo abbiamo deciso, fatto e ne vediamo i risultati.

Chi muove il mondo? I soldi e il potere o gli uomini e le donne

Abbiamo così deciso di organizzare un incontro di formazione per conoscere un progetto che apparentemente è un sogno: far girare l’economia non con la leva dei soldi ma con le proprie capacità! Ci siamo accorti che ad Acqui il problema sociale soprattutto legato alla mancanza di lavoro è grande, allora perché non provare a immaginare un circuito di scambio che permetta di vivere, di acquistare servizi anche in scarsità di liquidità?

I credenti sanno sognare concreto

Ma non solo, dobbiamo credere anche a quel che ad oggi appare irrealizzabile, riappropriarci del senso del nostro ruolo di cristiani che da sempre raccontiamo un sogno apparentemente folle: la Resurrezione! Sognare/realizzare un mondo (una società) capace di fare un passo in avanti è la nostra impresa possibile, credere a uno stile di vita più umano, che non consumi tutto il Pianeta per i nostri capricci, che non opprima l’altro per il nostro bisogno di sentirci superiori, che creda alla forza dell’Amore e della condivisione più che al potere dei soldi e dell’individualismo è il minimo che dobbiamo fare, se veramente ci diciamo cristiani.

Prenotarsi per l’incontro del 30 Aprile

L’appuntamento è per giovedì 30 Aprile, alle 21 sulla piattaforma Zoom ad ascoltare l’esperienza di Piemex-Sardex. Chi vuole partecipare si deve iscrivere contattando Barbara Grillo (nova.baby71@gmail.com – 340 524 2858) Emilio Abbiate (335 809 8977), Marco Peuto (marco.peuto@fastwebnet.it) oppure l’email acquiac@gmail.com riceverete un link con cui partecipare. Vi aspettiamo numerosi
Flavio Gotta – presidente diocesano AC

Festa Diocesana della Pace ACR

L’Azione Cattolica ha concluso domenica 9 febbraio il mese della Pace, con un doppio appuntamento che ha coinvolto L’ACR (Azione Cattolica dei Ragazzi) e gli adulti.
Presso il palazzetto dello sport di Canelli, che ci ha gentilmente ospitati, si sono incontrati circa centocinquanta ragazzi accompagnati da una quarantina di educatori. Nel pomeriggio circa sessanta adulti hanno partecipato all’incontro a loro dedicato, tenuto con professionalità da Emanuele Rapetti, che ha coinvolto e interessato il pubblico con un intervento sui “nativi digitali”.

Sono giunti gruppi da Acqui, Bergamasco, Bruno, Canelli, Cassinasco, Mombaruzzo, Nizza, Incisa, Ovada, Rivalta B.da, San Marzano, Montaldo, Moasca, Sezzadio, Terzo.
Tanta partecipazione di ragazzi, giovani e adulti ha permesso ai vari gruppi, grandi e piccoli che fossero, di incontrarsi e conoscersi, dimostrando che la Pace si comincia a costruire nei (e tra) piccoli paesi.
I ragazzi, per rappresentare questo, hanno costruito la “Piazza della pace” accostando l’un l’altro i modellini degli edifici dei loro paesi, nei quali vivono momenti di pace e si sentono bene.
La collaborazione fra i vari gruppi ha segnato non solo la giornata di domenica, ma tutto il percorso di preparazione di questa festa, l’organizzazione stessa infatti è stata frutto dell’impegno degli educatori delle differenti comunità pastorali, che hanno pensato e animato i vari momenti della giornata.
A loro va il ringraziamento di tutta l’associazione. L’impegno per la pace si è concretizzato con una semplice iniziativa: il sostegno a due progetti (“Aggiungi una pecora” di “Shahbaz Bhatti Onlus” in Pakistan e le attività nella circoscrizione di Roysambu, in Kenya, attuati da “l’Africa Chiama”), tramite la distribuzione degli scaldacollo della Pace.

Formazione Adulti alla festa Pace ACR – Cosa sono i nativi digitali?

Ogni anno alla festa Pace ACR, gli adulti dedicano uno spazio per formarsi su aspetti educativi, su quelle capacità che come genitori dobbiamo mettere in atto per aiutare la crescita dei nostri figli.

Pc, smartphone, Iphone, tablet, PlayStation, Xbox, Smart TV…. una galassia di possibilità che noi, gli adulti, rischiamo di subire, anche noi inebriati dalle possibilità che questi strumenti offrono. Li compriamo, li usiamo, li demonizziamo, ma una cosa è certa: abbiamo vissuto anche il tempo in cui questi potenti oggetti/strumenti non esistevano. Quindi siamo ancora in grado di riconoscere e gestire un modo diverso di vivere. I nostri ragazzi no, sono nati e… già tutto questo esisteva.

Questa è una realtà di cui va tenuto conto, è una distanza, una differenza che determina tante incomprensioni generazionali: così come è accaduto a noi figli della TV e delle lavatrici, che non sapevamo cosa volesse dire viverne senza, o che significato avesse trovarsi al bar come luogo di intrattenimento per passare le serate, nemmeno sapevamo cosa volesse dire trovarsi al fiume per lavare i panni o perché fosse necessario aiutarsi in attività che da soli non si potevano fare. Lo stesso è accaduto ai nostri genitori, che non avevano conosciuto la guerra e la fame, per cui tante cose le intuivano, le hanno sentite molte volte raccontare, ma viverle è tutta un’altra cosa.

Oggi è scontato “abitare” relazioni, conoscersi e scambiarsi idee con mezzi digitali, diminuendo di molto l’interazione umana, fisica, quella che ti fa respirare l’odore di chi ti sta di fronte, che ti fa capire quanto ciò che gli dici lo irrita o lo coinvolge. Quindi? Cosa ci porta questo nuovo modo di comunicare? Quali caratteristiche esalta e quali annichilisce?

Prima ancora di un giudizio di valore che divide tra “apocalittici e integrati”, c’è un capire cosa succede per attraversare questo nostro tempo.

Ci aiuterà il dott. Emanuele Rapetti, pedagogista che fa continuamente ricerca su questo tema, che indaga quali conseguenze i nuovi media portano ai nostri ragazzi. Ci fornirà strumenti per comprendere cosa succede e come possiamo interagire con loro, i nostri figli immersi nel digitale J.