Lettera del presidente per le proposte diocesane 2017-18

Tutto quanto aveva per vivere” è il versetto tratto dal brano del Vangelo di Marco (Mc 12, 38-44) dove la povera vedova mette due monetine nel tesoro del tempio: poca cosa, ma agli occhi del Signore valgono più di quanto tutti gli altri benestanti avevano messo. Con questa scelta l’Azione Cattolica ci aiuta a non piangerci addosso, a non soffermarci sulle nostre povertà fisiche, morali o pastorali, ma avere la visione del Signore che guarda la generosità, il desiderio profondo di dare un contributo, magari piccolo e insignificante, ma maestoso nella logica del Dio Amore.

Con questo Spirito che porta in alto i cuori anche nei momenti più difficili, come laici desiderosi di impegnarsi a coltivare la Grazia ricevuta nel battesimo, proponiamo alcuni momenti di incontro e formazione Diocesana pienamente integrati nella più completa proposta Pastorale. In particolare sottolineiamo il dialogo fraterno e sincero avuto con l’Ufficio catechistico, con la Pastorale Giovanile, l’Ufficio Ecumenico e per il Dialogo Interreligioso, il coordinamento in Consiglio Pastorale Diocesano, tutto sotto il paterno sguardo del nostro Vescovo. Tutte le proposte che offriamo non sono dell’Azione Cattolica, ma sono di tutti, per tutti, pensate ed elaborate con la sensibilità che ci contraddistingue ma con lo spirito missionario che il Papa ci ha sollecitato.

Quando si dice “è un’iniziativa dell’Azione Cattolica” a noi piacerebbe che ogni cristiano, ogni persona che abita nella Diocesi la sentisse come sua, come una possibilità di crescita, di alimentare la vita spirituale (finanche gli atei hanno una “fame spirituale”) che a partire dalla Parola di Dio vuole incarnarsi nel mondo contemporaneo, nel mondo che Dio ci ha messo a disposizione per pregustare il Regno che verrà.

Diamo per scontato anche l’invito alle iniziative diocesane organizzate da altri soggetti pastorali che qui, per brevità, non vengono elencate ma a cui gli aderenti all’AC sono invitati a partecipare, attuando l’arte del discernimento. L’obiettivo è fare un cammino significativo accanto al Signore in mezzo agli uomini (da discepoli), e per questo dovremo imparare a calibrare gli impegni a seconda delle condizioni materiali, di salute, di lavoro, di famiglia… insomma siamo laici e sappiamo cosa vuol dire mediare tra tutte le responsabilità che ci assumiamo, ma sappiamo anche che senza una solida spiritualità il rischio di sbandare e farsi male è molto alto. Anche qui stando attenti perché come ci ha ricordato il Vescovo di Roma rincorrere la tentazione di rimanere pigramente sdraiati sul divano non ci fa bene!

Ma bando alle premesse ed entriamo nel concreto delle proposte che vedranno l’AC diocesana impegnata in prima linea. Nel 2017: domenica 29 Ottobre INCONTRO DIOCESANO DI FORMAZIONE PER EDUCATORI; Domenica 5 novembre INCONTRO DI FORMAZIONE PER ADULTI E FAMIGLIE; sabato 11 e domenica 12 novembre GIUBILEO DELLA CATTEDRALE; a dicembre INCONTRI DI AVVENTO (nelle parrocchie); da Venerdì 8 a Domenica 10 Dicembre FESTA DELL’ADESIONE – 150 ANNI DELL’AC (laddove c’è una presenza organizzata dei laici); venerdì 29 e sabato 30 dicembre ESERCIZI SPIRITUALI PER ADULTI a Terzo (novità del luogo più centrale per la Diocesi).

Nel 2018: sussidi e disponibilità per INCONTRI DURANTE LA SETTIMANA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI dal 20 al 28 gennaio; mercoledì 17 gennaio ad Acqui incontro per la RELAZIONE CON GLI EBREI; venerdì 19 gennaio ad Acqui PREGHIERA ECUMENICA DIOCESANA; domenica 28 gennaio ad Acqui GIORNATA DELLA MEMORIA (con preghiera guidata dal rabbino e dal Vescovo); domenica 4 febbraio FESTA DELLA PACE ACR e in contemporanea INCONTRO di FORMAZIONE ADULTI; a febbraio-marzo INCONTRI DI QUARESIMA (nelle parrocchie); 4 marzo CONVEGNO PACE GIOVANI; sabato 24 marzo FESTA GIOVANI DIOCESANA; domenica 8 aprile INCONTRO DIOCESANO DI FORMAZIONE PER EDUCATORI; sabato 19 maggio VEGLIA DI PENTECOSTE; dal 22 al 24 giugno FORMAZIONE EDUCATORI/ANIMATORI a GARBAOLI; sabato 30 giugno PELLEGRINAGGIO DIOCESANO.

Inoltre manterremo tutto l’anno l’attenzione a possibili INCONTRI PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO, da organizzare nelle comunità dove ci sono presenze e situazioni che lo permettano, oltre ai NORMALI CAMMINI NELLE PARROCCHIE dove l’AC contribuisce ad animare la comunità (nell’Eucarestia, con l’annuncio/catechismo, il dialogo con la società…).

Visti tutti insieme sembrano tanti impegni, ma è come scrivere il menù dei pranzi di tutto l’anno, si ha l’impressione di scoppiare, poi ci si accorge che per nutrirsi e vivere non bisogna rimanere senza cibo mai (dove non arriviamo noi ci penserà la Provvidenza… se le lasciamo spazio!).

Per aggiornamenti seguire il sito www.acquiac.org oppure rivolersi ai responsabili parrocchiali e diocesani.

Buon cammino a tutti.

Flavio Gotta – presidente diocesano di AC

Calendario Diocesano AC 2017-18

CALENDARIO DELLE PROPOSTE ASSOCIATIVE DIOCESANE 2017-18

Settore
Proposta
Data
Luogo previsto
——-2017——-
Sabato
16 Settembre
Monastero Bormida
Adulti
Incontro di formazione
Domenica
5 novembre
Cartosio
Giovani
Giubileo della cattedrale – serata con spettacolo proposto dalla Pastorale Giovanile Diocesana
Sabato
11 novembre
Acqui Terme
Unitario
Giubileo della cattedrale
Domenica
12 novembre
Acqui Terme
Parrocchie Incontri di preparazione all’Avvento Dicembre Nelle parrocchie
AC territoriali
Festa dell’Adesione – 150 anni dell’AC
Da Venerdì a Domenica
8-10 Dicembre
Nelle parrocchie
Adulti Esercizi spirituali Venerdì e Sabato
29-30 dicembre
Santuario delle Rocche
——-2018——-
Parrocchie
MEIC-AC
Settimana per l’unità dei cristiani
Dal 20 al 28 gennaio
Nelle parrocchie
MEIC-AC
Incontro per la relazione con gli Ebrei
Mercoledì 17 gennaio
Acqui Terme
MEIC-AC
Preghiera ecumenica diocesana
Venerdì 19 gennaio
Acqui Terme
MEIC/Giovani
Giornata della Memoria
con preghiera guidata dal rabbino e dal Vescovo
Domenica
28 gennaio
Acqui Terme
ACR
e
Adulti
Festa della Pace
e
Incontro formazione
Domenica
4 febbraio
Giovani
Convegno Pace
Domenica
4 marzo
Giovani
Festa Giovani Diocesana
Sabato
24 marzo
Acqui Terme
Educatori ACR e Giovani
Incontro diocesano di formazione per educatori
in coordinamento con la Pastorale Giovanile
8 aprile
Unitario
Consiglio Diocesano per Garbaoli
marzo/aprile
Centro Diocesano
Giovani
Veglia di Pentecoste
Sabato
19 maggio
Acqui Terme
Educatori
Giovani e ACR
Campo educatori/animatori
Venerdì-domenica
22-24 giugno
Garbaoli
Adulti
Pellegrinaggio diocesano
Sabato
30 giugno
Adulti
Incontri per il dialogo interreligioso
Date e luoghi da definire
Nelle comunità dove ci sono presenze

Inoltre si segnalano 3 giornate di formazione in Regione per Responsabili, Consiglieri Diocesani o chiunque voglia approfondire la vita associativa. Saranno sempre a Torino di sabato il 14 ottobre, 13 gennaio, 10 marzo. Infine per la presidenza diocesana ci sarà il Convegno Nazionale presidenze il 27-29 Aprile a Roma!!

Convegno Pastorale per i 950 anni della Cattedrale

Testimoni di una comunità sempre in costruzione. La Chiesa locale alla prova della fede

Sabato 16 settembre 2017 ad Acqui Terme, nel salone San Guido e nel chiostro della Cattedrale, un incontro per riflettere sulla storia e  cercare di capire il senso della nostra missione oggi, guidati da alcuni testimoni Diocesani della novità del concilio Vaticano II.


REGISTRAZIONE VIDEO INTEGRALE del Convegno Pastorale Diocesano.

Il Programma:
– Ore 9:00, preghiera e introduzione, con gli interventi di:
Monsignor Pier Giorgio Micchiardi Vescovo di Acqui: “Il convegno nel cammino Pastorale Diocesano”.
Vittorio Rapetti: “950 anni della Cattedrale: il senso della nostra della Chiesa locale tra storia e futuro”.
Relazione di Monsignor Sebastiano Dho, Vescovo emerito di Alba: “La Chiesa locale alla luce del Concilio Ecumenico Vaticano secondo. Il magistero di Monsignor Giuseppe Moizo”.

– Ore 11:15, comunicazioni:
Angelo Arata: “La memoria storica. San Guido della Cattedrale nell’opera di Don Teresio Gaino”.
Emilio Abbiate: “La formazione e l’accompagnamento spirituale. Mons Moizo e Don Gaino”.
Roberto Merlo: “La testimonianza di un laico impegnato nel rinnovamento della Chiesa: il professor Luigi Merlo”.
Mario Piroddi: “Il servizio di un parroco nella città e nella diocesi. Don Giovanni Galiano”.
Mauro Stroppiana: “Il cammino pastorale della Chiesa di Acqui e l’uso dei beni”.

– Ore 12:30, interventi.

– Ore 13:00, pranzo insieme presso i locali della Parrocchia della Cattedrale.

– Ore 13:00, presentazione della mostra storica sulla Diocesi di Acqui e i testimoni di Santità.

Il convegno è aperto a tutti. Sono particolarmente invitati i sacerdoti, le religiose, i diaconi, i laici impegnati nei consigli pastorali, nelle associazioni movimenti e gli insegnanti.

In collaborazione con il Consiglio Pastorale Diocesano e il Consiglio Presbiterale, gli Uffici Pastorali Diocesani, la Parrocchia della Cattedrale, le Congregazioni Religiose, Associazioni, Movimenti Ecclesiali, l’Archivio Storico Diocesano, il Settimanale l’Ancora.

Curare l’Amore di coppia e nella famiglia a Garbaoli

L’azione Cattolica propone due appuntamenti: il 22-23 luglio per le famiglie, il 29-30 luglio per i fidanzati e giovani coppie.

Un’associazione laicale nella Chiesa ha come compito primario la cura e formazione delle persone che vogliono vivere con il Signore accanto a loro, e tra le diverse modalità di vivere la vita da laici c’è l’Amore nella coppia, quel mistero profondo che è anche il volto di Dio.

Non è facile decidere di sposarsi, bisogna trovare la persona giusta, che accetta di coinvolgersi per tutta la vita assumendo il rischio del tempo che passa, delle trasformazioni dentro e fuori di noi, delle porte che si sbattono così come delle lenzuola che si animano. Non è facile camminare insieme, anche per le famiglie con le migliori intenzioni e spesso il confronto con le altre famiglie, il riconoscersi tutti poveri e bisognosi di Grazia (quella che i cristiani chiedono a Dio nel giorno del Matrimonio) aiuta a non farsi vincere dalla tristezza, demoralizzarsi perché tutto non va come abbiamo sognato da giovani.

Per fare questo le famiglie sabato 22 luglio si faranno aiutare confrontandosi con una famiglia ben più famosa e tosta: Abramo e Sara. Don Gianluca Zurra, assistente regionale dei giovani di Azione Cattolica salirà a Garbaoli per raccontare e aiutarci a guardare la storia del patriarca della fede, vedere che non è stato facile neanche per lui, che affrontare con Dio la vita anche di coppia, di famiglia, non appiana gli alti e i bassi della strada verso la Salvezza, ma tiene accesa la speranza di una Vita Bella, Buona e Beata.

Al pomeriggio Maurizia De Cesaris, psicoterapeuta sposa e madre, farà lavorare le famiglie presenti a tutti i livelli: i grandi potranno ascoltare come dalle storie intricate del giorno d’oggi nascano comunque frutti buoni per il futuro (Dalla disperazione alla speranza), e anche i figli avranno delle attività da svolgere per poi portare tutto davanti al Signore, le nostre famiglie come “opere d’arte”.

La domenica mattina del 23 luglio ci sarà spazio per confrontarsi all’interno della coppia, dedicandosi un po’ di tempo al di fuori degli affanni quotidiani, un tempo prezioso di cui spesso sentiamo la mancanza e che Garbaoli vuole aiutarci a ritagliare. Quindi Messa, pranzo e chiacchiere in libertà.

 

Nell’Amore non c’è certezza, tanto della felicità come delle situazioni dure. Ma cos’è più emozionante, consolante, divino di avere una persona con cui poter condividere qualunque cosa succeda? Non essere soli! Non è arte a buon mercato quella di consacrarsi la vita, quella di promettersi un aiuto “eterno”, fa tremare i polsi. Così coi fidanzati, nel week-end successivo (il 29-30 luglio) si proverà a camminare verso la consapevolezza che l’Amore è forte come la morte (Ct 8,6), che ci sono situazioni che possono far morire la coppia, ma non ci si deve spaventare, il Signore è venuto ad annunciarci che c’è un Dio che non ci abbandona, che è Amore e che porta Resurrezione.

Così la vita di coppia può essere toccata dalla morte, ma in sé ha la forza di risorgere, e se non ce la si fa da soli ci può essere una comunità e più ancora un Dio che ci tira fuori dagli inferi. Occorre saper vivere il tempo, l’attesa, le distanze, le vette e gli abissi che si incontrano, mai disperando, sapendo che Dio nell’Amore di coppia rivela la Sua immagine e somiglianza, c’è quella potenza di Resurrezione che non è immediata, ma dopo tre giorni accade con forza inaspettata.

La due giorni per fidanzati e giovani coppie, dal titolo “L’ Amore Vince la Morte: la Relazione nella Coppia come RESURREZIONE” inizierà sabato 29 al mattino (ore 9) e toccherà il tema del Tempo, dell’Amore e appunto della possibilità di risorgere a ogni nucleo di morte che la storia può portare con sé.

Entrambi gli appuntamenti sono stati pensati e organizzati dal Settore Adulti Diocesano: per informazioni ed iscriversi (anche all’ultimo… finché c’è posto) www.acquiac.org oppure Barbara Grillo 340.524.2858 (campo famiglie) Marco Peuto 392.522.36.15 o Riccardo Porta 347.615.55.25 (campo fidanzati).

Campo per Responsabili di AC (e non solo)

Programma Campo per ResponsabiliCome ogni anno per programmare e riflettere sull’attività futura dell’Azione Cattolica ci ritroviamo a Garbaoli per due giorni dedicati ai responsabili associativi (parrocchiali e diocesani) ma aperta a tutti coloro che amano la propria Chiesa locale, la parrocchia, sono vogliosi di mantenere Comunità cristiane vive, capaci di seguire ed annunciare nostro Signore con la vita.

Il tema di quest’anno sarà sulla scia dell’Assemblea Nazionale cercando di raccogliere qualcuno dei tanti frutti emersi in quell’occasione.

Viandanti della fede, testimoni di speranza

Con questa consapevolezza di essere sempre in cammino, insieme ci confronteremo per capire cos’è meglio fare/essere nelle nostre parrocchie ma anche per sentirci un Popolo che cammina coordinato, marcando il passo del tempo che viviamo, un tempo eccezionale, in cui abbiamo sì problemi ma anche tante opportunità.

Vi aspettiamo desiderosi di confrontarci e così trovare reciproca “consolazione” (in termini ignaziani è quello stato in cui senti la presenza del Signore rappacificare la tua vita)

La politica con la P maiuscola

Il Papa nell’incontro a Roma per i 150 anni dell’Azione Cattolica ci ha invitato a fare politica con la P maiuscola. Non so bene cosa voglia dire soprattutto guardando la politica da un angolo di mondo dove non ci sono i numeri per condurre rivoluzioni, tracciare la strada dei popoli. E così ci avvolge la tentazione di pensare “non mi riguarda, io che posso fare?”. L’agire politico rischia di limitarsi a votare il sindaco, il consigliere che promette ciò che ci serve… ma sempre con un atteggiamento passivo: “tanto sono

Il Papa nel discorso all’AC per la festa dei 150 anni

tutti uguali e faranno solo i loro interessi”. Chiuso il discorso con la politica!

Forse la P maiuscola è quella della strada, quella che ci vede protagonisti tutti i giorni. Le scelte politiche che facciamo quotidianamente sono poi quelle che i nostri rappresentanti fanno a loro volta per avere il nostro consenso. Provo a fare tre esempi tra i mille che mi vengono in mente.

1) In banca chiediamo all’impiegato che i soldi rendano il più possibile, crediamo al mondo delle favole dove la gallina dalle uova d’oro concede soldi su soldi, senza fatica, senza rischio. Se l’impiegato ci risponde onestamente dicendo “più di questo non si può” scegliamo (votiamo) la banca accanto che invece ci fa sognare, ci promette rendimenti almeno più alti del vicino. Abbiamo fatto una scelta politica, non importa se ci vendono un’illusione o se per avere quei guadagni finanziamo i fabbricanti di armi, speculatori immobiliari o aziende che sfruttano e disumanizzano il mondo. O se dopo alcuni anni la banca rischia il fallimento. Allo stesso modo fa la politica dei palazzi: cerca la gallina dalle uova d’oro, specula sulle guerre, sul mondo del lavoro, sul futuro dei giovani, sull’emarginazione dei poveri, salvo poi rischiare il fallimento.

2) Cerchiamo l’uomo che conta e gli chiediamo un favore, qualcosa di personale per superare la fila, per avere una prestazione ospedaliera prima degli altri, per avere un incarico o un lavoro in cambio di qualche innocente ed ovvio “sovrapprezzo” per l’impegno messo. Pensare che questo sia l’unico modo di ottenere le cose è azione politica. Ho sentito mille volte con le mie orecchie, amici, nonni, genitori che educano i figli alla disillusione, a non credere all’onestà, che un posto di lavoro si ottiene solo affinando le armi della sopraffazione e dell’inganno, della furbizia e dell’omertà di fronte alle ingiustizie. Se insegniamo questo ai nostri figli (nel segreto delle nostre case, in piazza ci riempiamo la bocca di altre parole) come possiamo sperare che i nostri rappresentanti facciano diversamente?

3) Ci propongono di accogliere qualcuno che ha meno di noi, che fa migliaia di chilometri pagando sfruttatori, subendo soprusi, che chiede solidarietà umana perché nel suo paese è costretto a far vivere la sua famiglia con 30 € al mese, mentre su internet vede il nostro paradiso di benessere. Il primo pensiero è “l’accoglienza è pericolosa”, prima di vedere l’uomo/la donna, il padre di famiglia emigrato nasce la paura, pensiamo di aver di fronte l’approfittatore, il delinquente, il ladro del nostro benessere, salvo poi usarlo come badante magari “in nero” o come lavoratore sottopagato. Come possiamo pretendere che chi è molto più ricco e potente di noi ci guardi con uno sguardo diverso? Quando andremo noi (o i giovani che qui non trovano lavoro) a chiedere aiuto come potremo sperare di essere guardati diversamente? Ci stiamo abituando a trasformare i più deboli in pericolosi “scarti umani” (e al giro toccherà a noi…basta vedere gli stipendi dei nostri figli), se facciamo scelte politiche quotidiane di esclusione avremo politici e uomini di potere che si comporteranno nello steso modo con noi piccoli uomini di periferia, che per loro siamo degli scarti che danno fastidio come le zanzare d’estate

Non è moralismo ma è la consapevolezza che il nostro agire quotidiano condiziona la politica. Io non mi rassegno, sono convinto che siamo in un mondo di persone che desiderano una vita bella, ma questa passa per l’impegno, la fatica di costruire qualcosa tutti i giorni, la condivisione. Questo credo possa essere da subito la politica con la P maiuscola che possiamo fare…. poi se ci organizziamo e ci uniamo, facciamo crescere i numeri e la pressione di chi agisce così, ho la certezza che ai piani alti dovranno prenderne atto. Ma se da noi per primi hanno esempi negativi, avranno la scusa per perpetuare i nostri stessi comportamenti. Certo il discorso non finisce qui ed è sicuramente più complesso, ma questo è un primo e fondamentale tassello.

La mia professoressa alle superiori, pur non condividendo a pieno il mio impegno nella Chiesa, predicava che il santo principio evangelico del “ama il prossimo tuo come te stesso” è criterio unico e sufficiente per una convivenza sociale umana, positiva e dal benessere diffuso. E’ azione politica con la P maiuscola. Santa professoressa, laica e diffidente verso la religione, ma che sapeva riconoscere la sapienza “divina” che in essa è rivelata!!

Flavio Gotta – presidente Diocesano di AC